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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30926/2022 del 10/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 21/10/2021 con cui era stata parzialmente riformata la sentenza di primo grado: contestata la determinazione del trattamento sanzionatorio per plurimi profili. In particolare si deduceva violazione del divieto di reformatio in peius per avere la Corte distrettuale ritenuto più grave il reato di resistenza a pubblico ufficiale e non fissato la pena nel minimo edittale come in primo grado; modifica in senso peggiorativo dell'aumento per la continuazione; applicazione delle circostanze attenuanti generiche solo al reato ritenuto più grave e non anche al reato satellite; mancanza di motivazione della multa di euro 700,00 e errori nel computo aritmetico delle riduzioni e degli aumenti di pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha ritenuto infondati i rilievi relativi alla violazione del divieto di reformatio in peius e alla legittimità del riconoscimento delle attenuanti generiche limitatamente al reato più grave, confermando la correttezza della rivalutazione della gravità dei reati operata dalla Corte di appello. Ha invece accolto i rilievi relativi all'omessa e insufficiente motivazione dell'aumento di pena operato a titolo di continuazione con riguardo al reato meno grave (capo relativo alla detenzione/trasporto di cocaina) e all'omessa motivazione della pena pecuniaria di euro 700,00, nonché l'erroneo calcolo aritmetico della pena complessiva. In conseguenza ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla sola determinazione del trattamento sanzionatorio e ha rinviato, per nuovo giudizio sul punto, ad altra Sezione della Corte di appello di Roma. Ha dichiarato irrevocabile l'accertamento della responsabilità penale ai sensi dell'art. 624, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    La fattispecie relativa alla detenzione e trasporto di stupefacenti è stata riqualificata dalla Corte di appello nella meno grave ipotesi prevista dal comma 5; la Cassazione ne prende atto nell'analisi della struttura del reato continuato

  • codice di procedura penale, art. 597

    Richiamato il divieto di reformatio in peius: la Cassazione conferma che non si viola tale divieto quando il giudice di secondo grado muta la struttura del reato continuato e riequilibra le pene senza aumentare la pena complessiva

  • codice penale, art. 81, secondo comma

    Riguarda la determinazione dell'aumento di pena per la continuazione; la Corte richiede motivazione distinta e proporzionata per ogni aumento relativo ai reati satellite

  • codice penale, art. 133

    Criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti generiche: la Cassazione ricorda la distinzione tra elementi oggettivi (riferiti al singolo fatto) ed elementi soggettivi (riferibili alla persona) ai fini dell'estensione dell'attenuante nei reati in continuazione

  • codice penale, art. 135

    Principio per il trattamento delle sanzioni eterogenee: se si effettua una progressione a 'moltiplicazione' la componente pecuniaria deve essere ragguagliata e motivata rispetto al genere della pena del reato satellite

  • codice di procedura penale, art. 624, comma 2

    Stabilisce l'irrevocabilità dell'accertamento della responsabilità quando la Cassazione annulla la sola determinazione della pena; la Corte ha dichiarato irrevocabile la responsabilità penale dell'imputato

  • giurisprudenza della Cassazione (Sez. U, n. 16208/2014; Sez. 6, n. 15890/2013; Sez. U, n. 47127/2021; Sez. U, n. 40983/2018; Sez. 1, n. 20945/2021)

    La sentenza si è richiamata ai precedenti interpretativi: ammissibilità di aumenti differenziati quando cambia la struttura del reato continuato, necessità di motivazione specifica per gli aumenti di pena da continuazione e criteri per il rispetto della proporzione e del genere di pena nelle sanzioni eterogenee

Massime di principio

  • Il divieto di reformatio in peius non è assoluto quando il giudice di appello modifica la struttura dei reati in continuazione: è consentito riequilibrare le pene purché non si aumenti la pena complessiva e la modifica sia motivata
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche nei reati in continuazione può essere riferito al singolo fatto se fondato su elementi oggettivi inerenti a quel fatto; se fondato su caratteristiche soggettive dell imputato va esteso a tutti i reati in continuazione
  • Per ogni reato satellite il giudice deve calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena previsto per la continuazione; la motivazione deve permettere di verificare la proporzionalità e il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.
  • Quando la determinazione della sanzione comprende componenti eterogenee (detentive e pecuniarie), l'aumento per continuazione deve essere ragguagliato e motivato anche nella parte pecuniaria, rispettando il genere di pena previsto per il reato satellite
  • La motivazione delle scelte di gravità e delle corrispondenti pene deve descrivere le ragioni fattuali e giuridiche (es. intensità del dolo, pericolo creato) per consentire un controllo di legittimità in Cassazione
  • Errori di calcolo aritmetico nella determinazione delle riduzioni o degli aumenti di pena (es. percentuali per le attenuanti) possono legittimare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio sulla sola determinazione del trattamento sanzionatorio
  • Quando la Cassazione annulla la sola determinazione della pena ai sensi dell'art. 624 c.p.p., l'accertamento della responsabilità diventa irrevocabile anche se la misura della pena deve essere ricalcolata dal giudice di merito in sede di rinvio

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