Cassazione Penale, Ordinanza n. 05347/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato, dichiarato responsabile dalla Corte di appello per la violazione dell'art. 186-bis C.d.S., ha proposto ricorso per cassazione deducendo due censure: da un lato, vizio di motivazione sulla prova dello stato di alterazione psicofisica al momento del controllo; dall'altro, mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. In concreto, la decisione impugnata aveva valorizzato il fatto che l'imputato fosse stato fermato mentre circolava in orario notturno su pubblica via, con passeggeri a bordo, in stato di alterazione da stupefacenti, insieme ad altri occupanti della vettura trovati in possesso di hashish e cocaina, e che gli operanti avessero rilevato sintomi compatibili con l'assunzione di droga, poi confermati dagli esami clinici. Il ricorso sosteneva che tale ricostruzione fosse viziata e che la tenuità del fatto dovesse essere riconosciuta.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto, quanto al primo motivo, che la motivazione della sentenza di merito fosse congrua e sorretta da elementi fattuali e obiettivi idonei a dimostrare l'alterazione psicofisica. Quanto al secondo motivo, ha ribadito che la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione complessiva ex art. 133 c.p., rimessa al giudice di merito e sindacabile solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione; nel caso concreto, la Corte territoriale aveva adeguatamente valorizzato modalità della condotta e pericolosità della circolazione in stato di alterazione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 186-bis, commi 1 e 1-quater, C.d.S.
costituisce la fattispecie incriminatrice per la guida in stato di alterazione psicofisica correlata all'uso di sostanze, oggetto dell'affermazione di responsabilità di merito.
art. 131-bis c.p.
la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o pericolo, secondo i criteri dell'art. 133 c.p., con motivazione specifica sulle forme di estrinsecazione del fatto.
art. 133 c.p.
i parametri di cui al primo comma servono a valutare gravità della condotta, grado di colpevolezza e bisogno di pena ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p.
art. 616 c.p.p.
in caso di ricorso inammissibile, comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.
Massime di principio
- In sede di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si limitano a riproporre censure già esaminate e disattese dal giudice di merito senza una critica analitica della motivazione impugnata e senza puntuali ragioni di diritto.
- La prova dello stato di alterazione psicofisica può essere desunta dal compendio di indizi osservati dagli operanti e corroborata da dati obiettivi clinici; la motivazione è sufficiente se coordina tali elementi in modo non illogico.
- La particolare tenuità del fatto non richiede la disamina di tutti gli elementi dell'art. 133 c.p., ma deve essere motivata indicando quelli ritenuti rilevanti e spiegando perché la condotta non presenti un'offensività minima.
- La valutazione sulla tenuità del fatto è discrezionale e non è sindacabile in cassazione se non nei limiti della mancanza o manifesta illogicità della motivazione.
- La circolazione in stato di alterazione psicofisica, in orario notturno, su pubblica via e con passeggeri a bordo, può integrare una condotta significativamente pericolosa e ostativa al riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
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