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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2907/2022 del 26/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti erano stati dichiarati responsabili dei reati di ricettazione, falso, riciclaggio e truffa. Si contestava l'utilizzo di una carta di circolazione in bianco, provento di furto, compilata per immatricolare in Italia un'autovettura trafugata in Germania e venderla occultandone la provenienza; erano poi state utilizzate sottoscrizioni apocrife e fatture false. In Cassazione il difensore ha dedotto: 1) mancanza dell'elemento oggettivo del reato di riciclaggio perché sulla carta di circolazione in bianco sarebbero stati riportati i dati genuini dell'autovettura e non vi sarebbe stata una falsificazione funzionale al riciclaggio; 2) che i reati di falso e riciclaggio costituirebbero un reato complesso e non concorso formale; 3) vizio nella determinazione della pena perché non sarebbero state applicate nella massima estensione le diminuzioni per il risarcimento e le attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Motivi principali: il primo motivo è inammissibile perché la questione circa la compilazione del modulo in bianco non era stata dedotta in appello e comporta valutazioni di merito che non possono essere proposte per la prima volta in Cassazione; la richiesta di riconsiderare la capacità dimostrativa delle prove è impropria per il giudice di legittimità. Il secondo motivo è inammissibile perché la fattispecie si qualifica come concorso formale tra reati e non come reato complesso: il falso non è elemento costitutivo del reato di riciclaggio e tutela un bene giuridico diverso. Il terzo motivo sul trattamento sanzionatorio è inammissibile in quanto la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e la motivazione data dalla Corte d'appello è sufficiente (pena rideterminata favorevolmente ma entro i limiti edittali). Conseguenze: condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)

    Il riciclaggio vieta condotte funzionali ad ostacolare la provenienza delittuosa del bene; non include in via generale il reato di falso come suo elemento costitutivo, quindi il falso può concorrere formalmente con il reato di riciclaggio ma non necessariamente integra un reato complesso.

  • art. 84 cod. pen. (reato complesso)

    Richiamato nella censura dei ricorrenti come norma relativa al reato complesso; la Corte osserva che non sussiste la fattispecie del reato complesso quando la legge non prevede che una condotta (es. il falso) sia in sè elemento costitutivo del reato più ampio (es. riciclaggio).

  • art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione della pena)

    La valutazione e la graduazione della pena rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; è sufficiente una motivazione di carattere generale (es. "pena congrua") salvo che la pena sia molto superiore alla media edittale, caso in cui occorre motivazione dettagliata.

  • art. 69 cod. pen.

    Richiamato insieme all'art. 133 in relazione al trattamento sanzionatorio; la Corte conferma che la determinazione complessiva della pena è frutto di valutazione discrezionale del giudice di merito.

  • art. 606, comma terzo, e art. 609, comma secondo, cod. proc. pen.

    Norme che limitano la possibilità di dedurre in Cassazione questioni che non siano state prospettate in appello: questioni non sollevate in appello e che richiedono valutazioni di merito sono inammissibili in Cassazione, salvo eccezioni tassative.

  • art. 15 cod. pen. (criterio di specialità)

    Usato per definire il criterio di comparazione delle fattispecie astratte nelle ipotesi di conflitto normativo; la Corte ne trae il principio che, nella comparazione tra norme, si valuta la struttura astratta per determinare specialità o concorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto il pagamento di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • In Cassazione non possono essere proposte per la prima volta questioni che implicano valutazioni di merito o di fatto che non sono state dedotte in appello; occorre sollevare tali questioni già nel grado di appello.
  • La Corte di legittimità non procede a nuovo esame della prova né riconsidera la capacità dimostrativa delle prove: il controllo è limitato a questioni di diritto e a motivazione quando vizi formali o norme di diritto sono coinvolte.
  • Il falso e il reato di riciclaggio possono coesistere in concorso formale quando il falso non costituisce elemento costitutivo del riciclaggio; non sempre si configura un reato complesso.
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: una motivazione di carattere generale è sufficiente se la pena resta entro i limiti edittali e non risulta manifestamente eccessiva.
  • Se si contesta la qualificazione giuridica della condotta (es. se una condotta integra o meno il reato di riciclaggio) è preferibile articolare il motivo già in appello e fornire elemento giuridico-normativo, evitando di basare l'impugnazione su rivalutazioni probatorie.
  • Quando l'oggetto del contendere è l'utilizzo di documenti provento di furto (es. carte di circolazione in bianco), la questione della funzionalità della falsificazione al fine di ostacolare l'accertamento della provenienza del bene è centrale e la sua valutazione compete principalmente al giudice di merito; in Cassazione si possono dedurre solo questioni di interpretazione normativa non ancorate a nuovo esame dei fatti.

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