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Legge

L.R. Veneto 30/2012

Istituzione, disciplina e promozione degli ecomusei.

Normativa regionaleL.R. Veneto 30/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Veneto promuove, riconosce e disciplina gli ecomusei sul territorio regionale, definendone finalità, requisiti, gestione, organi tecnico-scientifici e strumenti di sostegno. Prevede il riconoscimento con delibera di Giunta su progetto di fattibilità, il monitoraggio triennale e possibili revoche. La copertura finanziaria riguarda soprattutto il triennio 2012-2014.

Istituzione e disciplina degli ecomusei nel Veneto

Istituzione e disciplina degli ecomusei nel Veneto

La legge regionale disciplina gli ecomusei nel territorio del Veneto, intesi come sistemi museali radicati nelle identità geografiche, storiche, paesaggistiche e culturali locali. Il provvedimento mira a valorizzare memoria, patrimoni materiali e immateriali, partecipazione delle comunità e sviluppo sostenibile, anche con ricadute turistiche.

Oggetto, natura e finalità degli ecomusei

Gli ecomusei sono strumenti di conservazione, interpretazione e valorizzazione del patrimonio territoriale, costruiti con il coinvolgimento attivo degli abitanti. La legge ne affida la promozione alla Regione Veneto e li orienta alla ricostruzione della memoria storica e delle forme di uso delle risorse ambientali, dei paesaggi, dei saperi e delle pratiche locali.

Le finalità comprendono in particolare:

  • valorizzazione della diversità dei patrimoni culturali locali e del paesaggio;
  • valorizzazione di sistemi urbani, territoriali e tipologie architettoniche della tradizione locale;
  • ricerca, catalogazione, riuso e manutenzione di beni e oggetti della cultura materiale;
  • tutela e trasmissione di patrimoni immateriali, come saperi, dialetti, canti, feste e tradizioni enogastronomiche;
  • individuazione di percorsi di visita e strumenti di lettura del territorio, anche tramite cartografie urbane e carte di comunità;
  • coinvolgimento di comunità, enti culturali e scolastici, università, centri di ricerca, Pro Loco, associazioni e imprese locali;
  • cooperazione tra soggetti imprenditoriali, musei d’impresa, università, centri di ricerca e istituzioni;
  • recupero di attività tradizionali locali capaci di generare occupazione e servizi;
  • trasmissione di tecniche artigianali e mestieri tradizionali, anche tramite botteghe-scuola;
  • tutela e valorizzazione del paesaggio secondo la Convenzione europea del paesaggio.

Riconoscimento degli ecomusei

Il riconoscimento può essere promosso da enti locali singoli o associati oppure da associazioni, istituzioni o altri organismi pubblici o privati senza scopo di lucro, purché operino nell’ambito territoriale interessato e abbiano finalità coerenti con la legge. In ogni caso è richiesto un progetto di fattibilità condiviso.

Il progetto deve indicare:

  • soggetti promotori e gestori;
  • modalità di gestione dell’area, degli spazi e dei beni;
  • patrimonio da conservare e valorizzare;
  • eventuali infrastrutture;
  • tematiche di intervento.

Il progetto è trasmesso alla Regione per la richiesta di riconoscimento. La Giunta regionale dispone il riconoscimento sulla base della valutazione del progetto da parte del Comitato tecnico scientifico.

Criteri e requisiti per il riconoscimento

La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente in materia di cultura, definisce modalità e requisiti di riconoscimento tenendo conto di criteri quali:

  • coerenza e omogeneità culturale, geografica e paesaggistica del territorio;
  • partecipazione attiva della comunità alla elaborazione del progetto;
  • presenza di enti locali nell’organismo di gestione;
  • presenza di beni di comunità e di elementi patrimoniali materiali, immateriali, naturalistici e ambientali di riconosciuto valore;
  • esistenza e valorizzazione di itinerari di visita collegati ad altri ecomusei o itinerari tematici;
  • assenza di sovrapposizioni territoriali con altri ecomusei esistenti o proposti, salvo integrazioni esclusivamente tematiche.

La Giunta definisce inoltre il logo regionale degli ecomusei del Veneto e le modalità di utilizzo, e cura il monitoraggio sull’attuazione della legge, anche in funzione di eventuale revoca del riconoscimento, riferendo alla commissione consiliare almeno ogni tre anni.

Gestione degli ecomusei

La gestione è affidata agli enti locali competenti, alle comunità montane o ad altri organismi pubblici o privati, anche costituiti appositamente, purché rientrino tra i soggetti legittimati e perseguano le finalità previste.

I soggetti gestori definiscono accordi per distribuire compiti e risorse strumentali e finanziarie. Devono inoltre predisporre:

  • un programma di attività con obiettivi, attività previste, risorse territoriali, strategie di valorizzazione e ricognizione delle risorse finanziarie disponibili;
  • un piano annuale di attuazione per l’anno successivo.

Programma e piano annuale sono trasmessi alla Giunta regionale. Ogni ecomuseo ha diritto a una denominazione esclusiva e originale e può usare il proprio segno distintivo insieme al logo regionale.

Comitato tecnico scientifico

Presso la Giunta regionale è istituito un Comitato tecnico scientifico con funzioni di supporto qualificato al sistema degli ecomusei. Ne fanno parte i dirigenti regionali competenti in materia di cultura e ambiente, due esperti designati d’intesa tra le Università del Veneto e tre esperti nominati rispettivamente da Regione, ANCI e UPI.

Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale e resta in carica per la durata della legislatura. Svolge funzioni di:

  • proposta del disciplinare con i requisiti per il riconoscimento degli ecomusei;
  • valutazione dei progetti di fattibilità ai fini del riconoscimento;
  • convocazione del Forum degli operatori del settore;
  • elaborazione di indicatori sul funzionamento degli ecomusei, anche per il monitoraggio regionale.

La segreteria tecnica è affidata alla struttura regionale competente in materia di cultura. Ai componenti esterni spetta un gettone di presenza e il rimborso delle spese secondo la disciplina regionale.

Forum degli operatori del settore

Il Forum è una sede di dibattito, proposta e scambio anche con ecomusei esterni al Veneto. Vi partecipano rappresentanti degli ecomusei, degli enti locali interessati, delle associazioni e istituzioni che concorrono alla promozione e gestione e di esperti anche italiani e stranieri, nonché di università e centri di ricerca.

Il Forum è convocato almeno una volta ogni due anni dal Comitato tecnico scientifico. Anche per esso la segreteria tecnica è affidata alla struttura regionale competente in materia di cultura.

Sostegno allo sviluppo del settore ecomuseale

Per promuovere qualità e sviluppo degli ecomusei riconosciuti e sostenere le attività e la formazione del personale dei soggetti gestori, la Giunta regionale può avvalersi prioritariamente di risorse della programmazione comunitaria, in particolare dei fondi del POR FESR e FSE.

Il sostegno avviene tramite convenzioni per i progetti segnalati dal Comitato tecnico scientifico e approvati dalla Giunta, fino al limite del 50% della spesa prevista dal programma di attività.

Regime finanziario

La legge quantifica gli oneri per l’istituzione e il funzionamento del Comitato tecnico scientifico in euro 2.100 per l’esercizio 2012, a carico delle risorse già allocate per spese generali di funzionamento.

Gli ulteriori oneri della legge sono quantificati in euro 150.000 per il 2012 e in euro 200.000 per ciascuno dei due esercizi successivi, con copertura mediante prelievo dal fondo speciale per le spese correnti e corrispondente incremento della dotazione della voce di bilancio dedicata a manifestazioni e istituzioni culturali.

Considerazioni sull’attualità della disciplina

La legge ha natura di disciplina settoriale regionale ancora riferita agli ecomusei del Veneto; non risultano dal testo termini di scadenza generale dell’intervento normativo. Tuttavia la parte finanziaria è esplicitamente riferita agli esercizi 2012-2014 e le spese ivi previste hanno quindi carattere ormai storico.

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