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Sentenza

Sentenza del 12/07/2018 n. 18406 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente contestava il diniego dell'istanza di condono presentata il 16 giugno 2003 ai sensi dell'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002. Sosteneva che il condono dovesse ritenersi perfezionato perché le rate erano state integralmente versate, sebbene oltre le scadenze previste, e invocava anche l'art. 16-bis, comma 1-bis, della stessa legge. Con un secondo motivo denunciava la carenza di motivazione della sentenza della CTR.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il condono previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 è un condono non premiale, subordinato all'integrale e tempestivo pagamento di tutte le somme dovute. Il pagamento tardivo o incompleto delle rate impedisce il perfezionamento del condono; non è sufficiente il versamento della prima rata. L'art. 16-bis, comma 1-bis, non ha modificato tale requisito, ma ha esteso soltanto alcune modalità di riscossione ai debiti derivanti dal mancato pagamento delle rate. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La ricorrente è stata inoltre condannata a rifondere all'Agenzia delle Entrate le spese processuali, liquidate in 7.800 euro, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Condono relativo agli omessi o tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate.

    La norma disciplina un condono non premiale, il cui perfezionamento richiede il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate e degli interessi dovuti. Il mancato o tardivo pagamento anche di una rata impedisce l'effetto estintivo del condono.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Disposizioni relative a forme di condono premiale.

    Le discipline premiali previste da tali articoli, che possono conservare efficacia anche in presenza di mancato pagamento tempestivo delle rate successive alla prima, non sono applicabili analogicamente al condono dell'art. 9-bis, trattandosi di disposizioni eccezionali.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 16-bis, comma 1-bis, introdotto dal D.L. 29 novembre 2008, n. 185, art. 32, comma 7, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2

    Estensione delle disposizioni di cui all'art. 16-bis anche alle definizioni ex art. 9-bis.

    La norma riguarda esclusivamente modalità e agevolazioni della riscossione delle somme dovute e non modifica le condizioni necessarie per il perfezionamento del condono ex art. 9-bis.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis

    Nel condono ex art. 9-bis non è necessaria un'ulteriore attività di liquidazione dell'Amministrazione, poiché l'importo dovuto è già determinato nella dichiarazione integrativa.

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 3 e n. 4

    La ricorrente ha dedotto, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione della legge e la nullità della sentenza per carenza di motivazione; il primo motivo è stato rigettato e il secondo è rimasto assorbito.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata richiede espressamente il pagamento integrale e tempestivo delle rate, il mancato rispetto delle scadenze può comportare la perdita del beneficio, anche se gli importi vengono successivamente pagati.
  • Non si possono applicare automaticamente a una forma di condono le regole più favorevoli previste per altre forme di definizione, soprattutto quando la normativa ha natura eccezionale.
  • Una norma che disciplina la riscossione delle somme dovute non necessariamente modifica le condizioni sostanziali per ottenere o perfezionare il condono.
  • Il pagamento della prima rata, da solo, non perfeziona una definizione agevolata se la legge collega espressamente l'efficacia del beneficio al pagamento puntuale di tutte le rate.
  • In situazioni analoghe è essenziale verificare il testo specifico della norma applicabile, le scadenze di ciascuna rata e l'eventuale presenza di disposizioni transitorie o sanatorie espressamente applicabili.

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