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Sentenza

Sentenza n. 170/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 615/2024, emessa dal Tribunale Ordinario di Bologna – Sezione Lavoro, in data 22/05/2024.

Giustizia amministrativa202501315

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata ottemperanza alla sentenza del Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Lavoro, n. 615/2024

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., alla sentenza n. 615/2024 del Tribunale Ordinario di Bologna – Sezione Lavoro. Il TAR ha rilevato d'ufficio la questione dell'ammissibilità, osservando che l'ottemperanza nei confronti di una sentenza del giudice ordinario è proponibile, ai sensi dell'art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a., soltanto per sentenze passate in giudicato. Il ricorrente non ha depositato la certificazione della cancelleria attestante il passaggio in giudicato della sentenza civile, limitandosi a documentare di averne richiesto l'attestazione in data successiva, senza aver ricevuto riscontro.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il TAR ha ritenuto che il ricorrente dovesse provare il passaggio in giudicato della sentenza civile già al momento della proposizione del ricorso, mediante il deposito della relativa certificazione, in conformità all'art. 114, comma 2, c.p.a. La mancata produzione di tale prova impedisce di verificare il presupposto necessario dell'azione di ottemperanza, previsto dall'art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a. Non è stata ritenuta sufficiente la mera richiesta di attestazione rivolta alla cancelleria dopo la proposizione del ricorso. Nulla sulle spese, poiché il Ministero non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione: [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

    L'ottemperanza davanti al giudice amministrativo è ammissibile rispetto a una sentenza del giudice ordinario solo se questa è passata in giudicato.

  • art. 114, comma 2, c.p.a.

    Unitamente al ricorso è depositato in copia autentica il provvedimento di cui si chiede l'ottemperanza, con l'eventuale prova del suo passaggio in giudicato

    La prova del passaggio in giudicato della sentenza civile deve essere acquisita e prodotta con il ricorso quando essa costituisce il presupposto dell'azione di ottemperanza.

  • art. 324 c.p.c.

    S'intende passata in giudicato la sentenza che non è più soggetta né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per cassazione, né a revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell'articolo 395

    La norma individua la nozione di sentenza passata in giudicato rilevante ai fini dell'ottemperanza.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza davanti al giudice amministrativo per ottenere l'attuazione di una sentenza del giudice ordinario presuppone che tale sentenza sia passata in giudicato.
  • Quando il passaggio in giudicato della sentenza del giudice ordinario costituisce il presupposto dell'azione di ottemperanza, il ricorrente deve acquisirne la prova e depositarla con il ricorso, secondo quanto previsto dall'art. 114, comma 2, c.p.a.; la mera richiesta di certificazione presentata dopo la proposizione del ricorso non è sufficiente a rendere ammissibile l'azione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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