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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 38088/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva che le fosse dichiarata la proprieta' esclusiva, per usucapione, di una porzione del giardino condominiale antistante il lato est del suo appartamento, sostenendo di averla posseduta con animo proprietario e ininterrottamente dal 1967. A sostegno ha indicato atti quali accesso al giardino tramite porte-finestre, collocazione di sedie e tavoli, feste, piantumazioni e posa di lastre, nonche' spese di manutenzione. Il condominio e gli altri condomini contestavano la pretesa ritenendo l'uso tollerato e la manutenzione ordinaria compiuta dal condominio; in primo grado e in appello la domanda e' stata rigettata per carenza di prova di un possesso esclusivo "ad excludendum" per il periodo di legge. La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con sette motivi, lamentando errori di diritto e omissioni di esame dei fatti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i fatti accertati in sede di merito (uso saltuario dell'area, mancata separazione della porzione rivendicata, manutenzione generale affidata al condominio, chiavi in possesso del portiere) non dimostrassero un possesso esclusivo idoneo all'usucapione. La Corte ha altresi' precisato che, in tema di comunione/condominio, il comproprietario che invoca l'usucapione deve dimostrare atti durevoli e inequivoci tali da escludere in concreto la partecipazione degli altri; atti di gestione o tollerati non sono sufficienti. Gran parte dei motivi e' stata dichiarata inammissibile perche' imponevano un riesame di merito o non rispettavano i limiti procedurali ("doppia conforme", art. 360 n.5 c.p.c.). La ricorrente e' stata condannata alle spese di giudizio in favore dei controricorrenti, con liquidazione nel dispositivo; e' stata altresi' rilevata la possibile integrazione del contributo unificato ai sensi dell'art.13 D.P.R. n.115/02.

Norme richiamate

  • art. 1140 cod. civ.

    Richiamato in riferimento alla disciplina dell'usucapione e alla necessita' di possesso con animo di proprieta'; la Corte sottolinea che, nel contesto della comunione, il semplice utilizzo non prova l'"animo domini".

  • art. 1158 cod. civ.

    Norma sul termine ventennale per l'usucapione ordinaria; la Corte osserva che la ricorrente non ha provato il possesso esclusivo per il periodo richiesto.

  • art. 1164 cod. civ.

    Riferito al concetto di interversio possessionis: la Corte ricorda che, tra comproprietari, non e' sempre necessario un atto formale di interversione, ma e' richiesto un comportamento durevole e inequivoco che renda impossibile l'uso da parte degli altri.

  • art. 360 cod. proc. civ. (n. 5)

    Richiamato per i motivi di ricorso che denunciano omesso esame di fatti decisivi: la Corte ricorda l'inderogabile limite di ammissibilita' dei motivi che, in presenza di doppia conforme, devono indicare le ragioni di fatto differenti tra primo e secondo grado per essere esaminati.

  • art. 348-ter cod. proc. civ., comma 5

    Applicato ratione temporis alla c.d. "doppia conforme": la Corte spiega che se le decisioni di primo e secondo grado sono conformi il ricorso per cassazione e' soggetto a limiti di ammissibilita' e il ricorrente deve dimostrare la diversita' dei presupposti fattuali.

  • art. 360-bis cod. proc. civ., n. 1

    Citato in ordine al filtro di ammissione dei ricorsi: la Corte puo' dichiarare inammissibile il ricorso anche quando il motivo, pur fondato, si risolve in un riesame di merito inutile ai fini di legittimita'.

  • art. 334, comma 2 cod. proc. civ.

    Richiamato in connessione alle conseguenze processuali dell'inammissibilita' del ricorso; la Corte ne menziona la possibilesa di rilevanza sul procedimento.

  • art. 348-bis cod. proc. civ.

    Riferito insieme ad altre norme sul controllo dei ricorsi "inconsistenti" e sulla funzione di filtro per evitare riesami di fatto da parte della Cassazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito delle modalita' di decisione sui ricorsi e della funzione di filtro; citazione funzionale alle norme procedurali citate in materia civile.

  • art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/02 (introdotto dall'art.1, comma 17, legge n. 228/12)

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo pari a quello del ricorso principale.

  • art. 23, comma 8-bis D.L. n. 137/2020 (conv. in legge n. 176/2020)

    Richiamato per la procedura: in mancanza di richiesta di discussione orale da parte delle parti e del P.G., il giudizio si e' svolto in camera di consiglio ai sensi della norma.

Massime di principio

  • Per ottenere l'usucapione di una porzione di bene comune (es. giardino condominiale) il comproprietario deve provare un possesso esclusivo e duraturo "ad excludendum", non limitato ad atti di gestione o a comportamenti tollerati dagli altri condomini.
  • Atti quali manutenzione occasionale, collocazione di mobili, feste, o piantumazioni non sono di per se' sufficienti a dimostrare l'"animo domini" se l'area non e' stata separata, se la manutenzione ordinaria e' curata dal condominio e se gli altri condomini non sono stati impediti nell'uso.
  • E' opportuno, per chi pretende l'usucapione, adottare atti inequivoci e durevoli (es. recinzione, esclusione materiale dell'accesso, comunicazione esplicita agli altri comproprietari) che rendano oggettivamente impossibile la prosecuzione dell'uso comune da parte degli altri.
  • In sede di cassazione non e' consentito un riesame libero del merito: se il giudizio di merito e' fondato su accertamenti fattuali congrui, la Suprema Corte puo' dichiarare il ricorso inammissibile quando mira essenzialmente a rimettere in discussione tali accertamenti.
  • Nei casi di "doppia conforme" (sentenze di primo e secondo grado coincidenti) i motivi ex art. 360 n.5 c.p.c. sono ammissibili solo se il ricorrente indica chiaramente le ragioni di fatto diverse tra i due gradi che giustificherebbero la censura.
  • In tema probatorio, i capitoli di prova che tendono a ottenere dal teste valutazioni giuridiche (ad es. la qualita' di possessore) possono essere dichiarati inammissibili; e' necessario predisporre quesiti circostanziati sui fatti rilevanti.

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