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Ordinanza

Ordinanza n. 300/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'esecuzione, - dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico n. 16/2026 del 26 giugno 2026, nella parte in cui, qualificando l’esercizio in questione quale esercizio di vicinato, concede l’occupazione di suolo pubblico individuato a Lerici, Via Cavour n. 105, “per una superficie totale di mq. 2,10 (3m X 0,70 m), come meglio evidenziato nella planimetria depositata agli atti, con il posizionamento di tavoli con piano di appoggio di altezza non inferiore a cm 110 e senza servizio assistito ai clienti”

Giustizia amministrativa202600715

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, nella parte in cui ha qualificato l’attività come esercizio di vicinato e ha imposto tavoli con piano di appoggio di altezza non inferiore a 110 cm e il divieto di servizio assistito ai clienti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (esercizio commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, l’autorizzazione comunale all’occupazione di suolo pubblico relativa a un’area sita in Lerici, contestando le prescrizioni secondo cui l’occupazione avrebbe dovuto essere utilizzata con tavoli aventi piano di appoggio di altezza non inferiore a 110 cm e senza servizio assistito ai clienti. La ricorrente ha dedotto che, in precedenza, aveva presentato una SCIA per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e che tale SCIA non era stata inibita dal Comune né sottoposta a intervento di autotutela, sicché essa costituiva ancora il titolo legittimante l’attività, incompatibile con la qualificazione dell’esercizio come mero esercizio di vicinato e con le prescrizioni imposte.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare. Ha ritenuto che la SCIA presentata per la somministrazione di alimenti e bevande fosse tuttora vigente, non essendo stata oggetto né di un provvedimento inibitorio né di un intervento in autotutela da parte del Comune. In ragione della persistente efficacia di tale titolo, il ricorso è stato giudicato assistito da sufficienti elementi di fondatezza. È stato inoltre ravvisato il periculum in mora, considerando la particolare attività svolta dalla ricorrente, qualificata come sala da the. L’esecuzione dell’autorizzazione è stata quindi sospesa limitatamente alle prescrizioni relative all’altezza minima dei tavoli e al divieto di servizio assistito ai clienti. La trattazione di merito è stata fissata per il 14 aprile 2027; le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base del fumus boni iuris e del periculum in mora il giudice può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • La mancata adozione, da parte dell’amministrazione, di un provvedimento inibitorio o di un intervento in autotutela mantiene vigente la SCIA presentata per l’esercizio dell’attività, che continua a operare quale titolo legittimante dell’attività stessa.
  • Quando un titolo abilitativo formatosi mediante SCIA è tuttora vigente, l’amministrazione non può prescindere dalla relativa qualificazione giuridica nel dettare prescrizioni incidenti sulle modalità di esercizio dell’attività.
  • In sede cautelare, la persistente vigenza della SCIA può integrare il fumus boni iuris necessario per sospendere le prescrizioni contenute in un’autorizzazione amministrativa incompatibili con il titolo abilitativo non inibito.
  • Il periculum in mora può essere ravvisato in relazione al pregiudizio immediato arrecato alle modalità concrete di svolgimento di un’attività commerciale, avuto riguardo alla sua specifica natura.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioni
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneAutotutela decisoriaTutela cautelare

Testo integrale

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