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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00380/2026 del 07/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Fabio Damiani ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva applicato gli arresti domiciliari per reati tra cui tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi e violenza privata. Il ricorso in Cassazione contestava: 1) l'utilizzabilità delle informative depositate dalla Procura il 23/07/2025 per violazione dell'art. 309, co. 5 c.p.p. (termine di 5 giorni per la trasmissione degli atti), con conseguente inutilizzabilità della documentazione sopravvenuta; 2) l'insufficienza e l'illogicità della motivazione in ordine alla identificazione di Fabio quale utilizzatore dell'utenza 334.8329834 (e quindi come uno degli aggressori), evidenziando incongruenze nei dati di aggancio delle celle, l'assenza di collegamento certo tra SIM e apparecchio imei ricondotto all'indagato e elementi favorevoli non considerati; 3) l'assenza di esigenze cautelari attuali e concrete, posto che l'indagato aveva benefici penitenziari, un'attività lavorativa e non risultava intraneo ad organizzazioni camorristiche (peraltro l'aggravante ex art. 416 bis.1 era stata esclusa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'utilizzo da parte del P.M. di atti sopravvenuti nel procedimento di riesame anche se depositati poco prima dell'udienza, precisando però che la difesa può chiedere un termine per l'esame della documentazione (nessuna richiesta è stata presentata). Sul punto dell'identificazione, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame, in sede di rinvio, abbia adeguatamente motivato la riferibilità dell'utenza 334.8329834 a Fabio Damiani sulla base di un complesso di elementi convergenti emersi dalle informative (agganci multipli e simultanei delle celle in più occasioni, movimento congiunto delle utenze, inserimento della SIM in apparecchi con imei poi collegati a Damiani, dichiarazioni di acquirenti di droga che indicavano Damiani quale utilizzatore della SIM, messaggi e sms di passaggio di numeri). Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto coerente la valutazione del Tribunale circa il pericolo di reiterazione, desumibile dalle modalità dell'agguato e dalla personalità dell'indagato con precedenti e condanne anche successive ai fatti.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 309, commi 5 e 9

    «gli atti presentati a norma dell'art. 291, comma 1, nonché tutti gli elementi sopravvenuti a favore della persona sottoposta alle indagini e, in ogni caso, le dichiarazioni rese dalla persona sottoposta alle indagini ai sensi dell'articolo 291, comma 1 quater»; il comma 9 prevede che il Tribunale del riesame possa anche "confermare" l'ordinanza decidendo sulla base di elementi addotti dalle parti

    La Corte ha precisato che l'art. 309 comma 5 obbliga il P.M. a trasmettere entro 5 giorni gli atti favorevoli all'indagato, ma non preclude la produzione di atti non favorevoli sopravvenuti; il Tribunale del riesame può valutare elementi nuovi anche depositati in prossimità dell'udienza, fermo restando il diritto della difesa di chiedere un termine per l'esame degli atti.

  • Codice di procedura penale, art. 637, comma 3

    «Il giudice di rinvio si uniforma alla sentenza della Corte di cassazione per ciò che concerne ogni questione di diritto con essa decisa»

    Il giudice di rinvio deve rispettare le questioni di diritto decise dalla Cassazione, ma conserva autonomia nella valutazione delle risultanze di fatto e può ricostruire il quadro probatorio anche pervenendo a conclusioni analoghe sulla base di nuovo o più ampio materiale.

  • Codice penale, artt. 110, 56, 575, 577, 61, 110, 610

    Norme relative alla concorso di persone (art.110), tentato omicidio (art.56 e 575), porto e detenzione illegale di armi (art.577, n.3 e n.4), circostanze aggravanti (art.61 n.2), e delitti contro la libertà personale o altri reati indicati: la sentenza conferma la gravità degli addebiti contestati presi nel loro insieme.

  • Legge n. 497/1974, artt. 10, 12, 14

    Norme richiamate in relazione ad aggravanti o fattispecie specifiche collegate all'uso di armi e loro repressione; la Corte ne riporta la richiamata rilevanza nel capo di imputazione senza mutare la valutazione sulle esigenze cautelari.

  • Codice di procedura penale, art. 291, comma 1 e comma 1‑quater

    Articoli richiamati dal comma 5 dell'art. 309 circa gli atti che il P.M. deve trasmettere; la Corte ha evidenziato che la trasmissione degli atti favorevoli è obbligatoria ma non vincola il P.M. circa la produzione di altri atti.

Massime di principio

  • Nel procedimento di riesame il P.M. può produrre elementi sopravvenuti anche in prossimità dell'udienza; la difesa deve chiedere tempestivamente un termine per esaminarli se ritiene necessaria la valutazione, altrimenti tali atti possono essere utilizzati dal giudice
  • L'attribuzione di una utenza telefonica a una persona si fonda non su un singolo elemento tecnico ma su un insieme di riscontri convergenti (dati di aggancio delle celle in più occasioni, movimenti simultanei delle utenze, inserimento della SIM in apparecchi il cui imei viene poi collegato all'indagato, riscontri dichiarativi di terzi, messaggi/sms di passaggio di numeri)
  • La Corte di Cassazione, nel sindacare motivazioni del giudice di merito, non procede a una riconsiderazione completa del merito ma verifica la logicità, la coerenza e l'esaurienza del percorso argomentativo; il giudice di rinvio può ricostruire i fatti e raggiungere una valutazione diversa se sorretta da elementi nuovi
  • Per la sussistenza delle esigenze cautelari la valutazione richiama sia la gravità e le modalità del fatto (premeditazione, uso di armi, travisamento, occultamento) sia la personalità e i precedenti dell'indagato; benefici penitenziari o attività lavorativa non escludono automaticamente il pericolo di reiterazione se persistono elementi indiziari seri
  • Il giudizio sulla affidabilità di elementi come la descrizione fisica della vittima deve essere bilanciato con altre evidenze tecniche: una descrizione generica ('robusto') ha valore limitato se non supportata da riscontri obiettivi

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