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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16612/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per prescrizione. Non è stata disposta un'assoluzione di merito, poiché il controllo sulla motivazione non ha determinato la presa d'atto della totale carenza di elementi a carico dell'imputato.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Gela del 10/02/2022 per un reato previsto dall'art. 697 cod. pen.; il ricorrente denunciava, tra l'altro, l'omesso riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen. La Corte di legittimità ha rilevato d'ufficio che il termine massimo di prescrizione del reato è spirato e ha valutato la questione della non punibilità sopravvenuta ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen., ritenendo comunque che non sussistessero elementi per pronunciare un'assoluzione di merito perché dagli atti di causa non emergeva l'evidenza dell'assenza del fatto.

Norme richiamate

  • art. 697 cod. pen.

    Indica il reato oggetto del procedimento; la Corte ha rilevato che per tale reato è spirato il termine massimo di prescrizione, determinando l'estinzione del reato.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità richiamata dal ricorrente. La Corte osserva che l'omesso approfondimento della questione nel giudizio di merito non rende inammissibile il ricorso e che, se la causa di non punibilità è maturata successivamente alla sentenza impugnata, può essere rilevata d'ufficio ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di legittimità di rilevare d'ufficio cause di non punibilità sopravvenute alla sentenza impugnata e di pronunciarsi sulla relativa rilevanza. Il comma 2 prevede la possibilità di una pronuncia assolutoria di merito solo se dal mero esame della motivazione emerge l'evidenza dell'assenza del fatto.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 35627 del 18/04/2012 (Amurri, Rv. 253458)

    Precisa il limite all'applicazione dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen.: la decisione più favorevole può essere adottata in Cassazione solo quando il controllo della motivazione evidenzi la totale mancanza di elementi a carico dell'imputato.

Massime di principio

  • La Corte di legittimità può rilevare d'ufficio e dichiarare cause di non punibilità sopravvenute dopo la sentenza impugnata ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.
  • La prescrizione del reato, se risultante dagli atti, comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza per estinzione del reato.
  • L'omesso esame di una causa di non punibilità da parte del giudice di merito non rende automaticamente inammissibile il ricorso: la Cassazione può valutarla se la causa è intervenuta o è stata adeguatamente prospettata.
  • La Corte non può pronunciare un'assoluzione di merito salvo che dal controllo della motivazione emerga con chiarezza la totale mancanza di elementi a carico dell'imputato (limite previsto dall'art. 129, comma 2, cod. proc. pen. e dalla giurisprudenza).
  • In casi simili, la difesa deve sollevare tempestivamente cause sopravvenute di non punibilità e documentare gli elementi che portano all'estinzione del reato; il pubblico ministero e il giudice devono invece verificare attentamente i termini di prescrizione prima di pronunciare la sentenza.

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