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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16673/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario avverso la sentenza della Corte di cassazione del 24/01/2023. Il ricorrente deduceva due vizi: (1) violazione di legge in relazione all'art. 546, comma 1, lett. d), c.p.p., per avere la Cassazione omesso di riportare nella intestazione della sentenza le conclusioni formulate dal difensore nell'udienza pubblica di discussione; (2) errore nella motivazione per avere la Corte ritenuto la colpevolezza del Settembrini con riferimento al capo di imputazione "E" anziché al capo "C" effettivamente contestato e per il quale era stata pronunciata la condanna nei gradi di merito.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati: gli errori materiali lamentati (omissione delle conclusioni nella intestazione; indicazione errata della lettera del capo d'imputazione) non sono stati decisivi ai sensi della giurisprudenza sul ricorso per errore di fatto. In particolare, l'omissione non ha impedito lo scrutinio delle questioni poste dalla difesa né è stato prospettato che la Cassazione non abbia giudicato sulle stesse; l'errata lettera del capo non ha inciso sulla decisione perché la Corte ha esaminato analiticamente i motivi relativi al capo C). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 546, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente per contestare omissioni formali nella intestazione della sentenza; la Corte ha ritenuto che l'eventuale omissione formale delle conclusioni del difensore non integri un vizio decisivo a meno che non impedisca il sindacato o decisione sulla questione sollevata.

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    Applicato dalla Corte come criterio per il ricorso straordinario per errore di fatto: rilevabile solo l'errore 'decisivo', ossia quello che avrebbe portato a una pronuncia diversa se non si fosse verificato. Errori meramente materiali o formali, se non decisivi, sono ininfluenti.

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, commi 8 e 9 (conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    Richiamato per indicare che il procedimento è stato trattato nelle forme e modalità di udienza da remoto previste dalla normativa emergenziale; contestazione procedurale non incide sul contenuto della decisione qui impugnata.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 6, n. 14296 del 20/03/2014, Apicella, Rv. 259503)

    Principio consolidato secondo cui, nel ricorso per errore di fatto, occorre che l'errore sia decisivo: solo tale errore può fondare il sindacato ai sensi dell'art. 625-bis; errori materiali non decisivi non determinano l'accoglimento del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto è ammissibile solo quando l'errore sia 'decisivo', cioè avrebbe condotto a una decisione diversa; meri errori materiali o di trascrizione non sono sufficienti.
  • L'omissione formale nella intestazione della sentenza (es. mancata indicazione delle conclusioni del difensore) non costituisce automaticamente motivo di annullamento, a meno che non sia dimostrabile che ha impedito il sindacato o la valutazione di questioni rilevanti proposte dalla difesa.
  • La mancata o errata indicazione della lettera del capo di imputazione nella testata della sentenza non comporta nullità se dal corpo della motivazione risulta che la Corte ha esaminato e deciso le questioni relative al capo effettivamente contestato.
  • Chi impugna deve dimostrare il nesso causale tra l'errore lamentato e la diversa decisione che ne sarebbe derivata; senza questa prova il ricorso sarà probabilmente dichiarato inammissibile e il ricorrente potrà essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie.
  • In fase di redazione del ricorso straordinario è fondamentale specificare chiaramente come l'errore censurato abbia inciso sul giudizio e indicare eventuali omissioni del giudice nel trattare le questioni sollevate dalla difesa.

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