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Sentenza

Sentenza n. 153/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento dell'ingiunzione a demolire n.-OMISSIS-, notificata il 3 novembre 2021, a mezzo della quale il Responsabile dell'Ufficio Patrimonio Pianificazione e Gestione Territoriale SUAP, asserendo che i lavori sarebbero stati realizzati in assenza di permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e su suolo di proprietà dello Stato o di enti pubblici, ha ingiunto (a) la demolizione dei manufatti così descritti: “ .-… trave di fondazione in cemento armato con guida in ferro delle dimensioni di 7,20 ml di lunghezza x 0,25 ml di larghezza e 0,25 ml di profondità; .- …pilastri in ferro di sostegno al cancello , ricoperti con tavole pronte per il getto di calcestruzzo, delle dimensioni di 0,15 ml di larghezza e 0,25 di lunghezza e 1,98 ml di profondità; .-cancello in tavole e rete metallica delle dimensioni di 3,55 ml di larghezza e 2,00 ml di altezza.”; (b) “il ripristino dello stato dei luoghi dei lavori;”. nonché per l’annullamento di ogni altro atto connesso, conseguente e presupposto ed al fine di ottenere l'annullamento dell'impugnato provvedimento.

Giustizia amministrativa202200045

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a fondazione in cemento armato, pilastri in ferro, guida metallica e cancello realizzati in area vincolata e su suolo comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ingiunzione di demolizione deducendo: eccesso di potere; erronea valutazione dei fatti e violazione dell’art. 6, comma 1, lett. e-ter), d.P.R. 380/2001, sostenendo che si trattasse della sostituzione di un cancello rientrante nell’edilizia libera; violazione dell’art. 2 d.P.R. 31/2017 e dell’Allegato A, punto A.13, per l’asserita esenzione dall’autorizzazione paesaggistica; illegittima applicazione dell’art. 35 d.P.R. 380/2001, contestando la natura comunale del suolo e sostenendo che l’enfiteusi consentisse la realizzazione delle opere; illegittima applicazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, per l’asserita modesta consistenza delle opere e la loro funzione di delimitazione e protezione; carenza e genericità della motivazione. Il Comune aveva inizialmente diffidato l’avvio dei lavori, ritenendoli soggetti a titolo edilizio e autorizzazione paesaggistica, ma la diffida non era stata impugnata. Successivi sopralluoghi avevano accertato la realizzazione di una nuova struttura composta da fondazione in cemento armato con guida in ferro, pilastri metallici e cancello di dimensioni significative, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e sismico, nonché insistente su suolo comunale e su una corte comune non nella esclusiva disponibilità della ricorrente.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che le opere non costituissero la mera sostituzione di un cancello preesistente, ma la realizzazione, almeno parziale, di una nuova struttura, caratterizzata da fondazione in cemento armato, pilastri in ferro e guida metallica, successivamente solo parzialmente rivestiti in legno. Il cancello e le opere portanti sono stati considerati funzionalmente e strutturalmente inscindibili; pertanto non era possibile conservare le parti eventualmente conformi allo stato preesistente senza rimuovere l’intero intervento abusivo. È stata esclusa la riconducibilità dell’intervento all’edilizia libera e all’esenzione dall’autorizzazione paesaggistica prevista per la mera manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, poiché l’intervento aveva consistenza e caratteristiche diverse. La diffida comunale, rimasta inoppugnata, costituiva inoltre un elemento convergente a sostegno dell’antigiuridicità dei lavori. Il giudice ha ritenuto corretta l’applicazione dell’art. 35 d.P.R. 380/2001, poiché l’enfiteusi non attribuisce il potere di realizzare interventi contrari alla disciplina edilizia e urbanistica su suolo comunale. Ha inoltre ritenuto sussistenti i presupposti della demolizione anche ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, considerata la natura non meramente pertinenziale o conservativa dell’opera e la sua collocazione su area comunale o comunque comune. La censura di difetto di motivazione è stata respinta in ragione del carattere vincolato del ripristino dello stato dei luoghi conseguente ad abusi edilizi. È stato comunque riconosciuto alla ricorrente il diritto di presentare una nuova domanda tramite il portale Calabria SUE o di richiedere il ripristino di una struttura integralmente in legno analoga a quella preesistente. Spese compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 1, lett. e-ter), d.P.R. 380/2001

    La disciplina dell’edilizia libera non si applica quando l’intervento non consiste nella mera sostituzione o manutenzione di un cancello, ma comporta la realizzazione di una nuova struttura con fondazioni, pilastri e guida metallica di significativa consistenza.

  • art. 2 d.P.R. 31/2017 e Allegato A, punto A.13

    A. 13. interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno, inserimento di elementi antintrusione sui cancelli (…)

    L’esenzione dall’autorizzazione paesaggistica riguarda gli interventi di mera manutenzione, sostituzione o adeguamento del cancello preesistente e non la realizzazione di una struttura nuova, con opere portanti e caratteristiche impattanti.

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    La realizzazione di opere abusive su suolo pubblico legittima l’ordine di demolizione; la titolarità di un diritto di enfiteusi sul terreno non consente interventi non conformi alla disciplina edilizia e urbanistica.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’ordine di demolizione è legittimo quando le opere realizzate costituiscono una nuova struttura abusiva e le componenti del manufatto risultano funzionalmente e strutturalmente inscindibili.

  • Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 9/2017

    Gli interventi di ripristino dello stato dei luoghi conseguenti ad abusi edilizi hanno carattere vincolato, sicché non richiedono una motivazione ulteriore rispetto all’accertamento dell’abuso e all’individuazione delle opere da rimuovere.

Massime di principio

  • La sostituzione di un cancello non rientra nell’edilizia libera quando l’intervento comporta la realizzazione di una nuova struttura composta da fondazioni, pilastri o altri elementi portanti, anche se le ante finali risultano simili a quelle preesistenti.
  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, l’esenzione dall’autorizzazione prevista per la manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli opera solo per interventi realmente conservativi o sostitutivi dell’opera preesistente e non per la realizzazione di un manufatto nuovo, anche se l’intervento è stato eseguito solo parzialmente.
  • Quando le componenti nuove di un cancello o di una recinzione sono funzionalmente e strutturalmente inscindibili dalle parti eventualmente preesistenti o conformi, l’amministrazione può ordinare la demolizione dell’intero complesso, non essendo possibile conservare selettivamente le sole parti lecite.
  • La titolarità di un diritto reale limitato, quale l’enfiteusi, non attribuisce il potere di realizzare opere in contrasto con la disciplina edilizia, urbanistica o paesaggistica; se l’intervento abusivo insiste su suolo pubblico, trova applicazione la disciplina repressiva prevista per gli abusi su area pubblica.
  • L’ordine di demolizione di opere edilizie abusive costituisce esercizio di potere vincolato e, una volta accertato l’abuso, non necessita di una motivazione ulteriore sull’interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziAutorizzazione paesaggisticaInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEccesso di potereDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipio di legalità e tipicità

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