Cassazione Penale, Sentenza n. 13624/2024 del 03/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello con tre censure principali: (1) per Palladino si deduceva la manifesta illogicità della motivazione circa il dolo richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale (capo A2), evidenziando contraddizioni rispetto all'assoluzione dalle accuse di bancarotta distrattiva; (2) per Ascione si contestava la valutazione probatoria sulla bancarotta distrattiva (capo D), sia relativamente ai ricavi da merci esportate (discrepanze tra bollette doganali e fatture) sia con riguardo alla distrazione di carrelli elevatori e alla presunta commistione tra enti; (3) si contestava il diniego delle circostanze attenuanti generiche per entrambi, con denuncia di illogicità e disparità di trattamento rispetto ad altri coimputati.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi, nel loro complesso, infondati. In particolare ha ritenuto corretta la motivazione della Corte d'appello: ha confermato la responsabilità di Ciro Ascione per bancarotta fraudolenta distrattiva (capo D) e ha ritenuto, quanto a Cinzia Palladino, fondata la responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale (capo A2) pur mantenendo l'assoluzione per le imputazioni di bancarotta distrattiva. I motivi di prova sollevati da Ascione non hanno mostrato travisamento della prova perché la Corte distrettuale si è basata su elementi probatori diversi e congrui (es. dati delle bollette doganali, disponibilità dei beni presso società amministrate dall'imputato). Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto legittimo e adeguatamente motivato, e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
richiama i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione (il ricorso è stato formulato nei limiti consentiti dall'articolo)
art. 133 cod. pen.
la valutazione delle circostanze attenuanti generiche è discrezionale e deve essere fondata su criteri individuali; la Corte d'appello ha operato una valutazione motivata ritenendo preponderanti elementi ostativi
art. 616 cod. proc. pen.
norma che dispone la condanna alle spese processuali in cassazione a carico dei ricorrenti; applicata dalla Corte
Massime di principio
- La responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale può essere affermata sulla base dell'incompletezza delle scritture e della consapevolezza, da parte di chi ha ruoli gestori o di rappresentanza (es. institrice), dello stato di gestione anomala o del 'latitare' dell'amministratore: il ruolo e la conoscenza degli eventi possono integrare il dolo generico richiesto.
- L'assoluzione per bancarotta distrattiva non esclude automaticamente la responsabilità per bancarotta documentale: le due ipotesi hanno profili diversi (patrimoniale vs. contabile) e possono coesistere o escludersi in relazione alle prove specifiche.
- Per la prova della provenienza di merci o beni dal patrimonio sociale fallito è possibile valorizzare elementi indiretti (es. bollette doganali, codici fiscali, disponibilità dei beni presso società correlate); ciò può giustificare una valutazione di responsabilità se il collegamento probatorio è congruo e logico.
- La commistione di interessi e la persistenza della disponibilità di beni strumentali presso società collegate senza corresponsione di prezzo possono sostenere l'elemento soggettivo del dolo nella distrazione patrimoniale.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è una scelta discrezionale del giudice che può essere confermata se la motivazione individuale dimostra l'assenza di elementi meritevoli di favorevole valutazione; il confronto comparativo con altri coimputati non è di per sé sufficiente per ottenere le attenuanti.
- In cassazione il sindacato sulla valutazione delle prove è limitato: il ricorso per travisamento della prova richiede che venga dimostrato un concreto vizio nella valutazione probatoria o l'omessa considerazione di elementi decisivi; la mera proposta alternativa di interpretazione raramente basta.
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