Cassazione Civile, Sentenza n. 13868/2024 del 17/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl giudizio è stato dichiarato estinto per intervenuta rinuncia delle parti sia al ricorso principale che al ricorso incidentale; le parti hanno definito stragiudizialmente la controversia e la Corte ha disposto la compensazione delle spese di lite. Non è stata pronunciata alcuna decisione sul merito delle questioni sostanziali sollevate dal ricorrente.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Rialto S.p.A. impugnava l'avviso di pagamento TARI per l'annualità 2017 emesso da SORIS per il Comune di Torino. La ricorrente contestava l'assoggettamento a TARI di superfici produttive di rifiuti speciali derivanti da imballaggi (in particolare imballaggi terziari e terziario/secondario), deducendo che tali rifiuti non sono assimilabili ai rifiuti urbani e quindi non rientrano nella base imponibile. Sono state sollevate questioni relative alla legittimità del regolamento comunale che assimila imballaggi ai rifiuti urbani (art. 7 Regolamento n. 280/2005 e art.13 Regolamento TARI), alla presunta soglia quantitativa abnorme per la determinazione della tariffa, al divieto di doppia imposizione quando il contribuente smaltisce autonomamente i rifiuti speciali, all'esclusione di tassazione per vani tecnici e alla necessità di valutazioni di impatto ambientale e conformità alla normativa nazionale e comunitaria (Direttiva imballaggi 94/62/CE). Il Comune ha eccepito la legittimità dell'assimilazione purché rispettino i requisiti previsti dal regolamento comunale.
Norme richiamate
D.lgs. n. 507/1993 (art. 62, comma 3)
Richiamata dalla ricorrente per sostenere l'esclusione dalla TARI delle superfici che producono rifiuti speciali (imballaggi terziari) non assimilabili agli urbani; non è stata invece deciso nulla dalla Corte sul punto a causa dell'estinzione del processo.
Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 649, legge n. 147/2013 richiamata)
Invocata in relazione alle disposizioni che hanno riformato la disciplina dei tributi locali e i criteri di determinazione della TARI; la questione non è stata pronunciata nel merito.
D.lgs. n. 152/2006 (artt. 184, 218, 221, 226 e menzione art. 18 comma 3 lett. e))
Normativa ambientale richiamata dalla ricorrente per definire la natura dei rifiuti speciali e i criteri di assimilazione; la Corte non è intervenuta sul punto sostanziale per via dell'estinzione.
D.lgs. n. 22/1997 (artt. 18 e 21)
Richiamato nei motivi relativi alla disciplina sugli imballaggi; gli argomenti non sono stati definiti nel merito.
Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi
Citate dalla ricorrente per sostenere limiti comunitari all'assimilazione e principi quali 'chi inquina paga'; non è stata resa alcuna interpretazione vincolante dalla Corte.
Regolamento comunale TARI (art. 7 Regolamento n. 280/2005 e art. 13 Regolamento TARI)
Oggetto della censura della ricorrente in relazione all'assimilazione qualitativa e quantitativa degli imballaggi e all'esclusione di vani tecnici; la legittimità del regolamento non è stata decisa poiché la controversia si è estinta.
Codice di procedura civile (artt. 306, 390, 391)
Norme processuali applicate per dichiarare l'estinzione del giudizio su richiesta delle parti e per regolare gli effetti della rinuncia e della definizione stragiudiziale.
D.P.R. n. 115/2002 (art. 13, comma 1-quater)
Richiamato in relazione alla possibile applicazione di un ulteriore contributo unificato in caso di soccombenza; la Corte ha ritenuto non applicabile la norma alla fattispecie della rinuncia al ricorso per cassazione e ha escluso l'obbligo di versamento.
Massime di principio
- L'assoggettabilità a TARI di superfici che producono imballaggi (secondari o terziari) dipende dalla qualificazione dei rifiuti: se effettivamente rifiuti speciali non assimilabili agli urbani e smaltiti autonomamente, il contribuente può contestare l'imposizione.
- Il Comune può prevedere, tramite regolamento, forme di assimilazione di rifiuti speciali agli urbani purché rispetti i criteri normativi e procedurali: l'assimilazione è legittima solo se ricorrono i requisiti tecnici previsti e, di norma, se è attivata la raccolta differenziata e i rifiuti risultano compatibili con la gestione urbana.
- Il carico della prova circa la natura speciali/urbana del rifiuto e l'effettivo smaltimento autonomo grava sul contribuente che contesta l'avviso; senza prova documentale adeguata la pretesa tributaria difficilmente sarà esclusa.
- La pretesa di detassazione totale per evitare la doppia imposizione può trovare fondamento se il contribuente dimostra di sostenere integralmente costi di smaltimento separato e se la normativa/regolamento non prevede diversamente riduzioni o esclusioni; in mancanza di una decisione giurisdizionale il rischio di doppia imposizione va valutato caso per caso.
- I vani tecnici o aree in cui è impossibile la produzione di rifiuti (es. locali esclusivamente per apparecchiature tecnologiche) possono essere dedotti dalla base imponibile quando la loro non produzione di rifiuti è documentabile e prevista dalla normativa/regolamento applicabile.
- Procedura: se le parti transigono o rinunciano all'impugnazione, la causa viene estinta senza che il giudice pronunci sul merito; ciò non crea precedenti vincolanti sulle questioni di diritto materialmente rilevate.
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