Sentenza n. 7116/2026 - Roma, Sezione 2
per l’accesso agli atti e documenti richiesti da Terravision Electric s.p.a. con istanza trasmessa via pec a Città Metropolitana di Roma Capitale in data 24 ottobre 2025, e da essa protocollata con n. 215152; per l'annullamento a) del tacito diniego formatosi sulla suddetta richiesta di accesso trasmessa via pec a Città Metropolitana di Roma Capitale in data 24 ottobre 2025, e da essa protocollata con n. 215152, b) della nota di Città Metropolitana di Roma Capitale del 17 dicembre 2025, prot. n. 272675, con la quale quest'ultima, nel pronunciarsi sia pur tardivamente sull'istanza di accesso agli atti di Terravision Electric s.p.a., ha comunicato l'espresso diniego di essa; per quanto occorrer possa, della previa nota di Città Metropolitana di Roma Capitale del 25 novembre 2025, prot. n. 240339, con la quale sempre tardivamente è stata data notizia a SIT Società Italiana Trasporti s.r.l. della sopra citata istanza di accesso invitandola ad esprimersi in merito ad essa quale controinteressata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego tacito ed espresso all'accesso ai documenti relativi al procedimento di accertamento di irregolarità nell'esercizio di linee di trasporto gran turismo, nonché comunicazione tardiva alla società controinteressata
Esito
Favorevole al resistente (ente locale)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha proposto ricorso ex art. 116 c.p.a. contro il diniego tacito formatosi sull'istanza di accesso trasmessa il 24 ottobre 2025 e contro il successivo diniego espresso del 17 dicembre 2025. L'istanza riguardava tutti i documenti relativi al procedimento avviato dalla Città Metropolitana nei confronti di una società concorrente o comunque controinteressata, concernente presunte irregolarità nell'esercizio di alcune linee di trasporto gran turismo provinciale. È stata inoltre contestata, per quanto occorrer potesse, la tardiva comunicazione dell'istanza alla controinteressata.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Dopo la notifica del ricorso, l'Amministrazione ha osteso i documenti richiesti, determinando il venir meno dell'interesse della ricorrente alla decisione. Il Collegio non ha quindi esaminato nel merito la legittimità del diniego tacito o espresso. La Città Metropolitana è stata tuttavia condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori, nonché del contributo unificato, poiché l'ostensione è avvenuta tardivamente e solo dopo la notifica del ricorso.
Norme richiamate
art. 116 c.p.a.
Disciplina il ricorso in materia di accesso ai documenti amministrativi, proposto dalla società ricorrente contro il diniego dell'Amministrazione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; la disposizione è stata applicata perché i documenti richiesti sono stati successivamente ostesi.
Massime di principio
- Nel giudizio in materia di accesso, l'ostensione integrale dei documenti richiesti dopo la proposizione del ricorso determina il sopravvenuto difetto di interesse e comporta la dichiarazione di improcedibilità, senza necessità di esaminare nel merito la legittimità del diniego impugnato.
- La tardiva ostensione dei documenti, intervenuta soltanto dopo la notifica del ricorso, può giustificare la condanna dell'Amministrazione alla rifusione delle spese di lite e del contributo unificato, anche quando il giudizio sia dichiarato improcedibile.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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