Cassazione Penale, Sentenza n. 18928/2023 del 05/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 24/11/2022, con la quale era stato escluso il fumus del reato di lottizzazione abusiva e annullato il decreto del G.I.P. di Torre Annunziata che aveva disposto il sequestro preventivo di terreni e opere (parcheggio a raso e opere pertinenziali). Il pubblico ministero deduceva vizi di motivazione ex art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen. sostenendo, in sintesi: travisamento dei fatti da parte del giudice del riesame (omessa o errata indicazione delle particelle catastali 21, 143 e 700 nella richiesta di permesso di costruire e nelle opere abusive), omissione della valutazione dell'interdipendenza strutturale e funzionale delle opere rispetto alla lottizzazione, valutazione parcellizzata che avrebbe ignorato le trasformazioni urbanistiche 2014-2015 e mancata considerazione delle osservazioni del consulente tecnico del P.M. sulla completezza dell'esame documentale, sull'inadempimento delle prescrizioni della Città Metropolitana e sull'impatto ambientale della variante urbanistica.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti e comunque per genericità e manifesta infondatezza. Ha osservato che, ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen., il ricorso per cassazione avverso provvedimenti adottati in sede di impugnazione in materia di sequestri è ammesso solo per violazione di legge; inoltre, quanto alla motivazione, costituisce vizio deducibile in cassazione soltanto l'assenza o la mera apparenza della motivazione, non la sua contraddittorietà o illogicità. Il Collegio ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse argomentato diffusamente e in modo coerente l'insussistenza del fumus e che le doglianze del P.M. erano riconducibili a vizi di illogicità o generici rilievi di omessa motivazione non idonei a integrare una violazione di legge. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di Napoli (che aveva annullato il decreto di sequestro) è rimasta confermata; il ricorso del P.M. è stato respinto per inammissibilità.
Norme richiamate
art. 321, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che consente al G.I.P. di disporre il sequestro preventivo; il ricorso riguarda un decreto adottato ai sensi di questa disposizione
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Stabilisce che il ricorso per cassazione avverso provvedimenti adottati in sede di impugnazione in materia di sequestri è consentito soltanto per violazione di legge
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Predispone i motivi di ricorso per cassazione relativi alla motivazione; la Corte chiarisce che solo l'inesistenza o la mera apparenza della motivazione integra violazione di legge deducibile in cassazione, mentre la mera illogicità o contraddittorietà non è motivo ammissibile
Giurisprudenza della Corte di Cassazione richiamata (es. sezioni unite e sez.2, sez.5, sez.6)
Richiami dottrinali e giurisprudenziali confermano il principio per cui il vizio di motivazione deducibile in cassazione deve essere di tale gravità da rendere l'apparato motivazionale mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro decisioni in materia di sequestri è ammissibile principalmente per violazioni di legge; non è sufficiente dedurre la sola illogicità o contraddittorietà della motivazione.
- Per contestare la motivazione in Cassazione occorre dimostrare che la motivazione è assente o ha solo un'apparenza formale (cioè mancante dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza); rilievi generici o di mera discordanza valutativa vengono dichiarati inammissibili.
- Se il provvedimento di riesame argomenta in modo chiaro e organico le ragioni dell'esclusione del fumus, è difficile per il P.M. far valere il gravame in Cassazione senza indicare specifiche violazioni di legge o la totale mancanza di motivazione.
- Nel contestare sequestri relativi ad opere urbanistiche è utile focalizzarsi su profili di diritto (es. illegittimità della procedura, vizio di competenza, nullità formali della motivazione) piuttosto che su valutazioni tecnico-fattuali o sulla ricostruzione delle particelle catastali, che sono per lo più apprezzabili in sede di merito.
- Argomentazioni difensive basate sul ne bis in idem o sulla esistenza di un precedente giudicato cautelare vanno formulate con precisione e supportate da elementi processuali chiari, dal momento che la Corte richiede specificità e non generalità.
- Se si intende impugnare decisioni di riesame occorre evidenziare in modo specifico e circostanziato il difetto normativo o la mancanza degli elementi minimali della motivazione; altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità per motivo non consentito o per genericità.
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