Sentenza n. 16068/2026 - Roma, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di eseguire la sentenza del Tribunale Civile di Roma, Sezione Lavoro, n. 7387/2025, relativa all'erogazione della Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale Civile di Roma, Sezione Lavoro, n. 7387/2025, pubblicata il 24 giugno 2025, passata in giudicato e notificata al Ministero. La pronuncia aveva condannato l'amministrazione a emettere la Carta del docente e ad accreditarle € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data di maturazione del diritto all'accredito fino all'effettiva attribuzione. La ricorrente ha dedotto il mancato adempimento del giudicato; il Ministero si è costituito con memoria di pura forma e non ha fornito chiarimenti né indicazioni sull'esecuzione. Era inoltre decorso il termine di 120 giorni previsto per l'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza: ha accertato che la sentenza azionata è passata in giudicato, è stata notificata nelle forme di legge e che è decorso il termine di 120 giorni. A fronte dell'inadempimento allegato, il Ministero non ha fornito elementi o chiarimenti idonei a dimostrare la corretta esecuzione; il diritto riconosciuto dal giudicato e i relativi presupposti non possono essere rimessi in discussione in sede di ottemperanza. Ha quindi ordinato al Ministero di eseguire il titolo entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale competente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivare su richiesta della ricorrente e con 60 giorni per provvedere dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. Non ha disposto allo stato una penalità di mora, riservandone la possibile applicazione in caso di perdurante inottemperanza e su apposita istanza. Ha disposto la trasmissione di copia della sentenza alla Procura regionale del Lazio della Corte dei conti e all'OIV del Ministero, per quanto di rispettiva competenza. Ha condannato il Ministero a € 800,00 per le spese di lite, oltre accessori se dovuti, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Dalla sentenza in questione si ricava, dunque, il diritto di parte ricorrente di conseguire la pretesa riconosciuta, i cui presupposti non sono sindacabili in sede di ottemperanza del giudicato, sicché il Ministero resistente deve essere condannato a ottemperare alla citata decisione.
In sede di ottemperanza il giudice dà attuazione al diritto riconosciuto dal titolo passato in giudicato, senza rimetterne in discussione i presupposti, e può ordinare all'amministrazione di conformarsi alla decisione.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
La sentenza di cui si chiede l’esecuzione è regolarmente passata in giudicato ed è stata notificata nelle forme prescritte dalla legge all’amministrazione resistente, risultando altresì decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e modificato dall’art. 44, comma 3, del d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326.
L'azione di ottemperanza è procedibile dopo la notificazione del titolo all'amministrazione e il decorso del termine di 120 giorni previsto per l'adempimento.
art. 1 l. 107/2015
Con il presente gravame, la ricorrente agisce per ottenere l’esecuzione della sentenza in epigrafe nella parte in cui il Tribunale Civile di Roma, nell’accogliere il ricorso da costei proposto, “Condanna il Ministero convenuto ad erogare alla parte ricorrente la prestazione di cui all’art. 1 della Legge n. 107/2015, previa emissione della Carta Docente ed accredito della somma di € 500,00 annui, oltre alla maggior somma tra gli interessi legali e la rivalutazione monetaria calcolata dalla data del diritto all’accredito sino alla concreta attribuzione, per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025”.
La disposizione costituisce la base della prestazione della Carta del docente riconosciuta dal giudicato, consistente, nel caso concreto, nell'emissione della carta e nell'accredito di € 500,00 annui per i due anni scolastici indicati, con gli accessori stabiliti dal titolo.
Massime di principio
- In sede di ottemperanza, il giudice non può sindacare nuovamente i presupposti del diritto già riconosciuto dal giudicato, ma deve assicurare l'esecuzione della prestazione stabilita dal titolo.
- Quando il titolo passato in giudicato è stato notificato all'amministrazione e risulta decorso il termine legale di 120 giorni per l'adempimento, il creditore può domandarne l'ottemperanza.
- Se l'amministrazione, a fronte della deduzione di mancata esecuzione del giudicato, non fornisce chiarimenti o elementi sull'avvenuto adempimento, il giudice può ordinare l'esecuzione entro un termine e nominare un commissario ad acta per l'eventuale persistente inerzia.
- La penalità di mora non è automatica: può essere disposta in caso di perdurante inottemperanza, su apposita richiesta della parte, quando ne ricorrano i presupposti.
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