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Sentenza

Sentenza n. 2528/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento e/o per la declaratoria di illegittimità: A) della nota prot. SM_ZES_UNICA-0004053-P-19/09/2025 del 19 settembre 2025, avente a oggetto “Riscontro di accesso civico generalizzato, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Riscontro”, con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione ZES, Ufficio I, ha negato l’accesso civico generalizzato richiesto con istanza del 31 luglio 2025, trasmesso con in pec inviata in pari data; B) di tutti gli atti richiamati in quelli impugnati e/o menzionati sopra o di seguito nel ricorso, se e in quanto lesivi; nonché per l’accertamento C) dell’inadempimento dell’obbligo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione ZES, di consentire alla ricorrente l’accesso civico generalizzato richiesto con istanza del 31 luglio 2025, trasmessa in pari data; D) della illegittimità del rifiuto opposto dal l’amministrazione intimata, con conseguente annullamento dello stesso, con condanna alla relativa esibizione.

Giustizia amministrativa202513074

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego di accesso civico generalizzato opposto dalla Struttura di Missione ZES a un'istanza relativa a documentazione amministrativa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione destinataria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego, adottato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione ZES, sull'istanza di accesso civico generalizzato presentata il 31 luglio 2025, chiedendo l'annullamento del diniego, l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di consentire l'accesso e la condanna all'esibizione della documentazione. Si è costituita anche la Società Sportiva Calcio Napoli quale società controinteressata. Nel corso del giudizio è emerso, dalla documentazione depositata dalla controinteressata, che il procedimento amministrativo cui si riferiva l'accesso si è arrestato. La ricorrente ha rimesso al Collegio la valutazione circa la sopravvenuta carenza di interesse, insistendo comunque per un accoglimento virtuale del ricorso e per la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito la legittimità del diniego di accesso civico generalizzato né la domanda di esibizione. Ha ritenuto che il sopravvenuto arresto del procedimento cui l'accesso si riferiva facesse venire meno, allo stato, l'interesse attuale alla coltivazione del ricorso. Ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La richiesta di accoglimento virtuale non è stata accolta. Le spese di lite sono state compensate, in ragione della definizione in rito e della peculiarità delle questioni, rilevando inoltre l'assenza prima facie di profili di evidente abnormità negli atti impugnati.

Massime di principio

  • La sopravvenuta cessazione o il sopravvenuto arresto del procedimento amministrativo cui si riferisce una richiesta di accesso può far venir meno l'interesse attuale alla prosecuzione del giudizio instaurato contro il diniego di accesso, determinando l'improcedibilità del ricorso.
  • Quando il giudice dichiara l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, non procede allo scrutinio di merito della legittimità del diniego né può essere imposto, sulla sola richiesta della parte, un accoglimento virtuale della domanda di accesso.

Come è indicizzato

MaterieAccesso civico generalizzatoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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