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Ordinanza

Ordinanza n. 757/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta e di rigetto della domanda di autorizzazione all’ingresso per lavoro subordinato ai sensi dell’art. 22 d.lgs. 286/1998 e dell’art. 30-bis del D.P.R. 394/1999 presentata dal rappresentante legale dell’azienda -OMISSIS- emesso dalla Prefettura di Roma in data 21 gennaio 2025 e notificato in data 18 luglio 2025;

Giustizia amministrativa202512089

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta e rigetto della domanda di autorizzazione all’ingresso per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Roma motivato dall’assenza ingiustificata delle parti alla convocazione, dalla mancata dimostrazione del requisito economico del datore di lavoro e del requisito alloggiativo. Ha dedotto la mancata comunicazione del preavviso di revoca, notificato soltanto al datore di lavoro, sostenendo inoltre che il diniego fosse fondato su una causa imputabile esclusivamente al datore di lavoro. Ha chiesto, in subordine, la valutazione della possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. In sede cautelare ha prodotto documentazione relativa all’assunzione intervenuta nelle more della convocazione prefettizia, inclusi contratto, documentazione Unilav e buste paga, nonché alla successiva occupazione presso un diverso datore di lavoro.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare non per disporre direttamente l’annullamento del provvedimento o il rilascio del titolo di soggiorno, ma ai fini del riesame. Ha ritenuto, sulla base delle allegazioni e della documentazione prodotta, che risultasse prima facie l’effettiva assunzione del ricorrente da parte dell’originario datore di lavoro nelle more della convocazione per la stipulazione del contratto di soggiorno e la successiva reperibilità di una nuova occupazione presso un diverso datore. Considerato anche che nei confronti del ricorrente era già stato emesso un decreto di espulsione, ha ravvisato i presupposti per imporre all’amministrazione un nuovo esame dell’istanza, verificando la sussistenza delle condizioni per il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione alla luce della documentazione in atti. Ha fissato la camera di consiglio per il prosieguo al 19 maggio 2026 e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    Disciplina il nulla osta e l’autorizzazione all’ingresso per lavoro subordinato; la controversia riguarda il provvedimento prefettizio adottato in tale ambito.

  • art. 30-bis d.P.R. 394/1999

    Richiamato quale disposizione regolamentare applicabile alla procedura di autorizzazione all’ingresso per lavoro subordinato.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la domanda cautelare incidentale; la tutela è stata accordata ai fini del riesame amministrativo.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando la documentazione prodotta rende prima facie plausibile che il lavoratore straniero sia stato effettivamente assunto nelle more della convocazione prefettizia e abbia successivamente reperito una nuova occupazione, il giudice può ordinare il riesame del diniego del nulla osta e dell’autorizzazione all’ingresso, senza sostituirsi all’amministrazione nella verifica definitiva dei presupposti.
  • La verifica della possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione può costituire oggetto del riesame amministrativo quando il diniego dell’ingresso per lavoro subordinato risulti potenzialmente riconducibile a circostanze imputabili al datore di lavoro e il lavoratore abbia documentato rapporti di lavoro effettivi o una successiva occupazione.
  • Il riesame cautelare deve tenere conto della documentazione sopravvenuta o prodotta in giudizio, inclusi contratto di lavoro, comunicazioni Unilav e buste paga, quando essa sia rilevante per verificare l’effettiva instaurazione del rapporto lavorativo e la sussistenza dei presupposti del titolo di soggiorno.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoria

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