Cassazione Penale, Ordinanza n. 20846/2026 del 05/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per evasione dagli arresti domiciliari. Ha denunciato vizi di motivazione: da un lato, ha sostenuto che l'allontanamento dalla propria abitazione sarebbe stato determinato da una contingente situazione familiare ed avrebbe avuto durata e portata limitate, senza quindi integrare il dolo del reato; dall'altro, ha censurato il diniego di una pena sostitutiva, ritenendo non corretta la valutazione negativa sul suo affidamento al rispetto delle prescrizioni.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e, perciò, inammissibile. Ha affermato che era pacifico l'allontanamento consapevole e arbitrario dell'imputato dall'abitazione e dalle sue pertinenze, integrando così il delitto di evasione. Ha inoltre ribadito che il dolo del reato di evasione è generico e consiste nella consapevolezza e volontà di allontanarsi dal domicilio, non richiedendosi l'intenzione di sottrarsi ai controlli di polizia. Quanto alla pena sostitutiva, ha ritenuto corretta la motivazione della sentenza impugnata, che aveva valorizzato il numero e la gravità dei precedenti penali per formulare una prognosi negativa sull'adempimento delle prescrizioni. Conseguentemente ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso con condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 385 c.p.
Integra il delitto di evasione l'allontanamento consapevole e arbitrario dal domicilio o dalle sue pertinenze durante la misura degli arresti domiciliari; il dolo è generico e richiede solo la volontà di allontanarsi, non l'intenzione di sottrarsi ai controlli.
art. 385 c.p.
La fattispecie è configurabile anche quando l'allontanamento sia circoscritto nello spazio e nel tempo, se resta volontario e non giustificato.
Corte cost. n. 186/2000
È richiamata per affermare la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non priva di colpa.
Massime di principio
- Nel reato di evasione dagli arresti domiciliari il dolo è generico: è sufficiente la consapevole e volontaria violazione dell'obbligo di rimanere nel domicilio, senza che occorra dimostrare uno specifico fine di sottrarsi alla vigilanza delle forze dell'ordine.
- Un allontanamento breve o motivato da ragioni personali non esclude di per sé la consumazione del reato se la condotta realizza comunque una uscita arbitraria dal luogo di restrizione.
- Il diniego di una pena sostitutiva può essere legittimamente fondato su una prognosi negativa desunta dal numero e dalla gravità dei precedenti penali, quando tali elementi incidano sulla personalità del condannato e sull'attendibilità dell'adempimento delle prescrizioni.
- Nel giudizio di legittimità, il ricorso è inammissibile quando le doglianze si risolvono in una censura di merito priva di reale specificità o contrastano con una motivazione logica e coerente della sentenza impugnata.
Come è indicizzato
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