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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41735/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma dell'appello che li ha condannati per rapina e lesioni: 1) violazione dell'art. 63 c.p.p. e inutilizzabilità delle dichiarazioni contenute nella denuncia del 6 luglio 2020, che avrebbero carattere auto-indicante e sarebbero state rese da soggetti già raggiunti da indizi di reità; 2) doglianze sulla valutazione probatoria e travisamento della prova, sostenendo che le dichiarazioni favorevoli agli imputati non sono state adeguatamente valorizzate e che il fatto di rapina sarebbe riconducibile al solo XXXXXXXXX; 3) mancato riconoscimento dell'attenuante della tenuità del danno (art. 62 n.4 c.p.) evidenziando il ridotto valore dei beni sottratti e la lieve entità delle lesioni; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), per non aver adeguatamente valutato elementi mitiganti quali comportamento collaborativo, condizioni di bisogno ed estemporaneità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto infondati i motivi relativi all'inutilizzabilità delle dichiarazioni della denuncia, richiamando il consolidato indirizzo secondo cui le dichiarazioni spontanee contenute in denunce e querele, anche se rese da soggetti coinvolti in procedimenti connessi, non sono assoggettate automaticamente allo statuto di garanzie dell'art. 63 c.p.p., salvo che sussistessero, e fossero conosciuti dall'autorità, precisi indizi di reità al momento della acquisizione. Il motivo relativo alla valutazione della prova è stato dichiarato inammissibile perché meramente fattuale e aspecifico, così come sono state ritenute non fondate le doglianze circa la non concessione delle attenuanti (la corte ha motivato la valutazione complessiva del danno e il peso dei precedenti penali). Conseguentemente è stata confermata la condanna a anni 4, mesi 8, giorni 20 di reclusione per rapina e lesioni così come decisa in primo e secondo grado.

Norme richiamate

  • art. 63 cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato l'art. 63 nel senso che la sanzione di inutilizzabilità delle dichiarazioni raccolte senza le garanzie previste opera solo quando, al momento della loro acquisizione, sussistessero precisi indizi di reità nei confronti del dichiarante e tali indizi fossero conosciuti dall'autorità procedente; le dichiarazioni spontanee rese in denunce o querele e acquisite nel giudizio abbreviato non sono automaticamente assoggettate allo statuto delle garanzie di cui all'art. 63.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente nel ragionamento sul sindacato di legittimità; la Corte ha ricordato che in Cassazione non è consentita una rivalutazione del materiale probatorio e che i motivi esclusivamente in fatto sono inammissibili.

  • art. 110 cod. pen.

    Applicato nel quadro del concorso di persone nel reato: la Corte ha confermato che la partecipazione può desumersi dalla condotta esecutiva e dal contributo causale fornito all'evento criminoso.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di rapina; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi tipici in capo ai ricorrenti, anche valutando l'unitarietà dell'azione e la convergenza di volontà.

  • art. 582 cod. pen.

    Norma sulle lesioni personali: la Corte ha valutato le lesioni come parte del pregiudizio complessivo utile a escludere l'attenuante della tenuità del danno.

  • art. 585 cod. pen.

    Richiamata in relazione alle fattispecie lesive con riguardo alla qualificazione e alla gravità delle lesioni ai fini della valutazione complessiva del danno (utilizzata dalla Corte nel confronto sull'attenuante).

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    L'attenuante per tenuità del danno richiede una valutazione complessiva del pregiudizio, comprensiva degli effetti non patrimoniali (libertà, integrità fisica e morale); non è sufficiente soltanto il modesto valore materiale del bene sottratto.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Sulle attenuanti generiche la Corte ha richiamato il principio che il giudice di merito non deve esaminare e soppesare esaustivamente tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli, bastando che si faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi; la presenza di precedenti e la capacità criminale hanno giustificato il diniego.

Massime di principio

  • In un giudizio abbreviato le dichiarazioni spontanee contenute in denunce o querele possono essere utilizzate anche se provengono da soggetti coinvolti in procedimenti collegati, salvo che vi fossero, e fossero noti all'autorità, precisi indizi di reità già al momento dell'acquisizione.
  • L'inutilizzabilità ex art. 63 c.p.p. non opera automaticamente per ogni dichiarazione proveniente da persone poi risultate indagate; occorre verificare se, quando la dichiarazione è stata resa, esistesse un quadro indiziario già delineato e conosciuto dall'organo che ha raccolto la dichiarazione.
  • La Corte di cassazione non è sede per la riconsiderazione integrale e autorevole del giudizio di fatto: i motivi che sollevano questioni esclusivamente di merito probatorio sono tipicamente inammissibili o infondati.
  • Per riconoscere l'attenuante della tenuità del danno il giudice deve valutare l'effetto complessivo del reato, comprensivo dei danni non patrimoniali; il basso valore economico della cosa sottratta non è di per sé decisivo.
  • Nel giudizio sulle attenuanti generiche il giudice di merito può motivare il diniego riferendosi agli elementi ritenuti determinanti (es. precedenti penali, capacità criminale), senza dover elencare e soppesare tutte le circostanze favorevoli prospettate dalla difesa.

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