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Ordinanza

Ordinanza n. 4699/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’annullamento previa sospensione della sua efficacia del provvedimento del Ministero dell’Interno n. K10/-OMISSIS- del 24 dicembre 2025, con il quale è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dal ricorrente in data 25 settembre 2023, ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992;

Giustizia amministrativa202601816

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per asserita imputabilità di un pregiudizio penale relativo allo spaccio di stupefacenti commesso con un alias

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, il provvedimento con cui il Ministero dell’Interno ha respinto la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Ai fini della decisione sulla domanda cautelare, il TAR ha rilevato la necessità di verificare, mediante documentazione, l’effettiva imputabilità al ricorrente del pregiudizio penale relativo a un asserito reato di spaccio di stupefacenti commesso con un alias. L’ordinanza menziona, quali elementi istruttori da acquisire, la sentenza di condanna e i rilievi dattiloscopici.

La decisione

Il TAR non ha deciso né il merito del ricorso né la domanda cautelare. Ha disposto un incombente istruttorio a carico del Ministero dell’Interno, onerandolo di acquisire e depositare documentati chiarimenti, tra cui la sentenza di condanna e i rilievi dattiloscopici, sull’effettiva riferibilità al ricorrente del pregiudizio penale contestato. Il termine assegnato è di 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. È stata fissata per il prosieguo la camera di consiglio del 15 luglio 2026. Le generalità della parte devono essere oscurate per ragioni di tutela dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Norma indicata quale base della domanda di concessione della cittadinanza italiana richiesta dal ricorrente.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate dal TAR in relazione all’attività istruttoria nel giudizio amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego di concessione della cittadinanza dipende dalla riferibilità al richiedente di precedenti penali commessi sotto un alias, il giudice può disporre un’istruttoria per acquisire documentazione idonea a verificare l’identità dell’autore del reato, inclusi la sentenza di condanna e i rilievi dattiloscopici.
  • Prima di decidere sulla domanda cautelare, il giudice amministrativo può onerare l’amministrazione di fornire chiarimenti documentati su un fatto controverso e potenzialmente decisivo, fissando un termine per l’adempimento e rinviando la trattazione cautelare a una successiva camera di consiglio.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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