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Sentenza

Sentenza n. 11173/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'ottemperanza della sentenza n. 1382/2025, emessa e pubblicata in data 15/04/2025 dalla Corte d'Appello di Roma.

Giustizia amministrativa202514584

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III-terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza della Corte d'Appello di Roma n. 1382/2025, che aveva riconosciuto al docente la Carta elettronica per un importo complessivo di euro 3.000,00, oltre accessori

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., chiedendo di accertare l'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza della Corte d'Appello di Roma, IV sezione lavoro, n. 1382/2025, e di disporre le misure necessarie alla conformazione al giudicato. La sentenza civile aveva condannato il Ministero all'attribuzione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per complessivi euro 3.000,00, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalle singole scadenze annuali al saldo. Dopo l'instaurazione del giudizio, il Ministero ha effettuato il pagamento delle somme dovute. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessata materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese sulla base della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché il pagamento eseguito dal Ministero ha integralmente soddisfatto l'interesse azionato, facendo venir meno ogni utilità residua di una pronuncia di merito sull'inottemperanza. Ai fini delle spese, il Collegio ha effettuato la verifica virtuale della fondatezza del ricorso, ritenendo che la domanda sarebbe stata accolta in assenza del pagamento sopravvenuto, poiché il credito è stato soddisfatto soltanto dopo la proposizione del giudizio. Le spese sono state parzialmente compensate, in ragione dell'avvenuta esecuzione della sentenza da parte dell'Amministrazione successivamente all'instaurazione del giudizio; per la parte residua il Ministero è stato condannato, secondo il criterio della soccombenza virtuale, al pagamento di euro 400,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, finalizzato ad accertare l'inottemperanza e a disporre le misure necessarie per l'esecuzione del giudicato.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando un'attività amministrativa sopravvenuta soddisfa integralmente e irretrattabilmente l'interesse azionato, facendo venir meno ogni utilità concreta della pronuncia di merito.
  • Quando l'adempimento dell'Amministrazione interviene dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza e determina la cessazione della materia del contendere, il giudice deve valutare virtualmente la fondatezza della domanda originaria ai fini della regolazione delle spese.
  • La soccombenza virtuale impone di verificare se, in assenza dell'adempimento sopravvenuto, il ricorso sarebbe stato accolto; se l'interesse è stato soddisfatto solo dopo l'instaurazione del giudizio, tale verifica può giustificare la condanna dell'Amministrazione alle spese, anche con compensazione parziale motivata dalle modalità dell'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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