Sentenza n. 2152/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere in merito alla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato del 4 settembre 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato presentata il 4 settembre 2023
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, nonché l'accertamento dell'obbligo di provvedere mediante l'adozione di un provvedimento espresso. La Questura di Roma ha comunicato, con nota del 30 gennaio 2026, di non poter provvedere, sostenendo che la domanda, ribadita nel marzo/aprile 2025, non era stata presentata tramite kit postale indirizzato alla Questura competente.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo che l'Amministrazione non avesse adottato, nei termini di rito, il provvedimento conclusivo del procedimento. La nota del 30 gennaio 2026 non è stata considerata un provvedimento conclusivo, avendo natura non provvedimentale. La Questura di Roma è stata quindi ordinata a concludere il procedimento mediante l'adozione di un provvedimento espresso entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e delle osservazioni contenute nella nota dell'Amministrazione.
Massime di principio
- Il silenzio dell'Amministrazione è illegittimo quando, pur a fronte di un'istanza, non sia stato adottato entro i termini di rito un provvedimento conclusivo espresso.
- Una nota con cui l'Amministrazione rappresenta di non poter provvedere sulla domanda, senza definire il procedimento con un atto provvedimentale conclusivo, non esclude la configurabilità del silenzio-inadempimento.
- In presenza di silenzio illegittimo, il giudice amministrativo può ordinare all'Amministrazione di concludere il procedimento entro un termine assegnato, mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
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