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Sentenza

Sentenza n. 3365/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento - della Circolare prot. n.-OMISSIS-del Ministero dell’Istruzione e del Merito avente ad oggetto “Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’a.s. 2024/25 – Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione” (doc.1) ove interpretata nel senso di consentire agli Uffici Scolastici Regionali di assegnare i candidati privatisti prescindendo dalle preferenze di sede dagli stessi espresse nella domanda di assegnazione;

Giustizia amministrativa202506148

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Circolare ministeriale sui termini e sulle modalità di presentazione delle domande di partecipazione all'esame di Stato, nella parte interpretata nel senso di consentire l'assegnazione dei candidati privatisti prescindendo dalle preferenze di sede espresse

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la circolare del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativa all'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l'anno scolastico 2024/2025, contestandone l'interpretazione secondo cui gli Uffici Scolastici Regionali avrebbero potuto assegnare i candidati privatisti a una sede d'esame senza rispettare le preferenze indicate nelle domande di assegnazione. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo superato gli esami preliminari di ammissione all'esame di Stato e successivamente conseguito il titolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il conseguimento del titolo ha fatto venire meno l'interesse concreto e attuale dei ricorrenti a ottenere l'annullamento della circolare nella parte contestata. Il Collegio ha richiamato il principio della domanda, in base al quale il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte che lo ha instaurato e il giudice non può pronunciarsi nel merito quando l'interessato dichiari di non avere più interesse alla pronuncia di annullamento. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura della controversia e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione comporta l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Sono stati ritenuti sussistenti i presupposti per l'oscuramento dei dati identificativi del minore, dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela e degli altri interessati identificabili.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore presupposto per l'oscuramento dei dati personali nella riproduzione e diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la sopravvenuta perdita dell'interesse concreto e attuale alla pronuncia di annullamento determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio della domanda, il processo amministrativo rimane nella disponibilità della parte che lo ha instaurato; il giudice non può decidere nel merito quando, prima della decisione, la parte dichiari di non avere più interesse alla pronuncia richiesta.
  • Il conseguimento, nelle more del giudizio, del risultato sostanziale perseguito dal ricorrente può determinare la sopravvenuta carenza di interesse all'annullamento dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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