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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1159/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo (impeditivo e funzionale alla confisca) disposto dal GIP il 23/10/2020 su: intero compendio aziendale e quote della Span Srl., impresa individuale Spinetti Pasquale, immobili, rapporti bancari e beni mobili registrati. Il ricorso articolava due motivi: (1) violazione art. 122 c.p.p. per presunta errata dichiarazione di inammissibilita dell'istanza di riesame relativa al sequestro dei beni della Span Srl., sostenendo che lo Spinetti, in quanto socio unico, avrebbe interesse attuale a chiedere la restituzione e che il difensore poteva proporre il riesame anche senza procura speciale; (2) violazione di artt. 321 c.p.p. e 240-bis c.p. e vizi di motivazione, lamentando che il Tribunale non aveva valutato l'inesistenza di un rapporto strumentale tra le imprese e il sodalizio criminale e avesse errato nella valutazione degli elementi forniti dal consulente di parte rispetto alla presunta sproporzione patrimoniale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto carenza di interesse: il socio unico non ha legittimazione a proporre il riesame per il sequestro dei beni della società di capitali e il difensore che agisca per l'ente deve essere munito, al momento del deposito, di procura speciale; la mera nomina difensiva non è sufficiente. Sul secondo motivo lo ha dichiarato inammissibile per genericità: le censure non erano specifiche e documentate e, inoltre, il sequestro dell'impresa individuale era stato disposto ai sensi degli artt. 321 comma 2 c.p.p. e 240-bis c.p. (ex art. 12-sexies d.l. 306/1992) che richiedono l'accertamento della sproporzione e della mancata giustificazione della provenienza dei beni, non la mera dimostrazione di strumentalità rispetto a un reato. Le deduzioni del ricorrente sono state giudicate assertive e non capaci di dimostrare un evidente travisamento o una mancanza di motivazione tale da incidere sulla decisione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    reato contestato (associazione di tipo mafioso); riferimento al delitto che giustifica le indagini e le misure cautelari reali nei confronti dell'indagato

  • art. 240-bis cod. pen.

    norma relativa alla confisca per sproporzione/patrimonio ingiustificato; la Corte l'ha applicata (in connessione con il sequestro preventivo) come disciplina che richiede l'accertamento della sproporzione e della mancata giustificazione della provenienza dei beni

  • art. 321 cod. proc. pen.

    regola il decreto di imposizione di misure cautelari reali e il sequestro preventivo disposto dal GIP; rimanda ai presupposti del sequestro funzionale alla confisca

  • art. 122 cod. proc. pen.

    richiama i limiti di legittimazione attiva per proporre il riesame; la Corte ha ritenuto che il socio unico non abbia interesse giuridico per impugnare in sostituzione degli organi societari e che il difensore necessiti di procura speciale per agire per l'ente

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306 (norma originaria, ora ricompresa nell'art. 240-bis)

    norma storica richiamata dalla giurisprudenza: la confisca per sproporzione ha presupposti diversi dalla confisca ordinaria e giustifica il sequestro preventivo quando sussistono serio indizi di sproporzione e provenienza illecita

  • art. 322-ter cod. pen.

    norma citata nel ricorso ma non decisiva per la decisione della Corte; la Cassazione non ha ritenuto le deduzioni connesse sufficientemente specifiche

Massime di principio

  • Il socio unico di una societa di capitali non ha, di per se stesso, legittimazione a proporre il riesame avverso il sequestro dei beni societari: la titolarita formale degli organi societari spetta all'ente e per agire per conto dell'ente il difensore deve esibire procura speciale al momento del deposito
  • La procura speciale e prevista ove il difensore dell'indagato intenda impugnare provvedimenti che colpiscono beni societari; la mera nomina difensiva non e sufficiente
  • Il sequestro preventivo funzionale alla confisca ai sensi dell'art. 240-bis (ex 12-sexies) valuta la sproporzione patrimoniale e la mancata giustificazione della provenienza dei beni: non è necessario dimostrare un rapporto di strumentalita diretto tra ogni singolo bene e un reato specifico, come nella confisca ordinaria
  • In cassazione i ricorsi avverso provvedimenti cautelari reali sono ammessi con vincoli stretti: le censure devono essere fondate su specifiche violazioni di legge o su vizi di motivazione talmente gravi da renderla incomprensibile; affermazioni generiche o asserzioni non documentate vengono dichiarate inammissibili
  • Per contrastare un accertamento di sproporzione e di possibile origine illecita dei beni occorre produrre elementi documentali chiari e specifici (es. documentazione contabile, prove di entrate giustificative, causali di movimenti bancari) che possano incidere concretamente sulla valutazione del periculum in mora
  • Quando si impugnano provvedimenti cautelari relativi sia a beni societari che personali, distinguere chiaramente la titolarita dei beni e predisporre le procure/mandati adeguati per ciascun soggetto coinvolto per evitare inammissibilita procedurali

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