Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32919/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Magistrato di sorveglianza aveva rilevato l'illegalità della sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare (perché il reato di rapina aggravata rientrerebbe nel novero dell'art. 4-bis Ord. pen., cui si applicerebbe il divieto di sostituzione previsto dall'art. 59, lett. d, legge n. 689/1981) e aveva restituito gli atti al P.M. per promuovere un incidente di esecuzione volto alla revoca della sentenza di condanna in punto di esecuzione. Il G.i.p., intervenuto in veste di giudice dell'esecuzione, ha invece revocato la detenzione domiciliare per inosservanza delle prescrizioni (art. 66 l. 689/1981) e l'ha convertita in reclusione. Il Magistrato di sorveglianza ha impugnato tale provvedimento come "abnorme" e ha sollevato conflitto di competenza per ottenere che sia il G.i.p. a revocare il giudicato in relazione all'illegittimità della sostituzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza. Ha ritenuto che l'atto contestato (la revoca della detenzione domiciliare e la conversione in reclusione) non abbia creato una stasi procedimentale ma, al contrario, abbia risolto la questione concreta, esonerando il giudice remittente dall'assumere ulteriori iniziative. Di conseguenza la richiesta di sindacare l'operato del giudice dell'esecuzione mediante conflitto non è ammissibile quando si tratti di mera misurazione teorica delle competenze; gli atti sono stati restituiti al Magistrato di sorveglianza.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Definizione del reato di rapina aggravata quale fatto costitutivo della condanna; rilevanza ai fini dell'applicabilità delle misure sostitutive

  • legge 24 novembre 1981, n. 689

    art. 56, art. 62, art. 59 lett. d, art. 66

    Art. 56: disciplina della sostituzione della pena; art. 62: competenze in ordine all'esecuzione; art. 59 lett. d: presunto divieto di sostituzione per taluni reati (motivo centrale della censura sulla illegittimità della detenzione domiciliare); art. 66: potere del giudice dell'esecuzione di revocare la sostituzione per inosservanza delle prescrizioni

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Procedura semplificata per l'assunzione di provvedimenti in materia di esecuzione; riferimento all'adozione del provvedimento da parte del Magistrato di sorveglianza senza formalità

  • art. 4-bis Ord. pen.

    Elenca ipotesi di particolare gravità per le quali possono sussistere vincoli o limitazioni alle misure alternative; nel caso è stata richiamata per sostenere che la rapina aggravata escluderebbe la sostituzione

  • artt. 666 e 678 cod. proc. pen.

    Norme richiamate per la fissazione dell'udienza e per le forme del giudizio di opposizione al provvedimento del Magistrato di sorveglianza

  • art. 28 comma 1 lett. b) e art. 30 cod. proc. pen.

    Previsione della trasmissione degli atti e della competenza a sollevare il conflitto di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione

  • art. 127 comma 9 cod. proc. pen.

    Consentito trattare il conflitto senza formalità procedurali in previsione del suo esito

Massime di principio

  • Il conflitto di competenza è rimedio eccezionale volto a risolvere stasi procedimentali o a evitare ne bis in idem; non è strumento per una disputa teorica sulla ripartizione degli poteri fra giudici.
  • Perché il conflitto sia ammissibile per vizio di "abnormità" dell'atto di un altro giudice è necessario che quell'atto abbia effettivamente determinato una stasi o impedisca l'adozione di provvedimenti indispensabili: atti che risolvono concretamente la questione non giustificano il conflitto.
  • Se il giudice dell'esecuzione adotta un provvedimento che rimuove l'esigenza di intervento del magistrato remittente (es. convertendo la misura sostitutiva in reclusione), la contestazione della competenza mediante conflitto tende a essere dichiarata insussistente.
  • Le censure sulla legittimità dell'esecuzione (es. illegittimità della sostituzione per ragioni di divieto normativo) devono essere perseguite con i rimedi processuali ordinari previsti (opposizioni, incidenti di esecuzione, ricorsi), e il ricorso al conflitto è giustificato solo se sussiste un concreto pregiudizio procedimentale.
  • Nel valutare la 'abnormità' conta l'effetto pratico dell'atto: se l'atto è estraneo al sistema e crea stasi va reclamato con conflitto; se invece risolve la lite o esaurisce la materia, il conflitto è improcedibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.