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Sentenza

Sentenza n. 1881/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600836

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego implicito formatosi sulla richiesta di accesso documentale relativa agli incarichi dirigenziali propri e di altri dirigenti

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (dirigente pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, dirigente in servizio presso il Comune di Palermo, ha chiesto l’ostensione di numerosi atti riguardanti propri incarichi dirigenziali, la revoca o conferma degli stessi e il conferimento di incarichi ad altri dirigenti, comprendendo determinazioni sindacali, interpelli, schede e provvedimenti di valutazione, candidature, curricula, contratti individuali, nomine delle commissioni e documentazione contenuta nei fascicoli. L’istanza era finalizzata a verificare se le condotte dell’amministrazione avessero leso i suoi diritti o interessi e a valutare l’eventuale proposizione di iniziative risarcitorie. A fronte del silenzio del Comune, il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 22 e 24 della legge n. 241/1990, sostenendo la sussistenza di un interesse concreto, attuale e strumentale alla conoscenza degli atti. Nelle more del giudizio il Comune ha osteso una parte della documentazione; il ricorrente ha quindi insistito soltanto per gli atti non ancora consegnati. Tra questi, le richieste relative a ogni altra documentazione contenuta nei fascicoli sono state formulate in termini generici ed esplorativi.

La decisione

Il TAR ha dichiarato parzialmente improcedibile il ricorso limitatamente alla documentazione consegnata dal Comune durante il giudizio. Per la documentazione residua, ha riconosciuto la sussistenza dell’interesse all’accesso, rilevando che il ricorrente aveva comprovato il collegamento tra la propria posizione giuridica e gli atti richiesti, potenzialmente utili alla cura o difesa dei suoi interessi, anche in vista di eventuali rimedi risarcitori. Il nesso di strumentalità è stato ritenuto sussistente in senso ampio: non occorre che i documenti costituiscano prova diretta della lesione né che sia previamente valutata la fondatezza o ammissibilità dell’eventuale giudizio da instaurare. Sono state invece dichiarate inammissibili le richieste aventi a oggetto genericamente ogni altra documentazione contenuta nei fascicoli, poiché non indicavano gli estremi dei documenti né elementi sufficienti alla loro individuazione e risultavano preordinate a un controllo diffuso e generalizzato sull’operato amministrativo. Il Comune è stato condannato a consegnare, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, la residua documentazione specificamente individuata in motivazione. Le spese sono state dichiarate non ripetibili nei confronti del Comune e dei controinteressati non costituiti.

Norme richiamate

  • art. 25, comma 4, l. 241/1990

    Il silenzio dell’amministrazione sulla richiesta di accesso, decorso il termine previsto, è stato impugnato con il rito dell’accesso.

  • artt. 22 e 24 l. 241/1990

    Il diritto di accesso presuppone un interesse giuridicamente rilevante e un rapporto di strumentalità tra tale interesse e i documenti richiesti; l’accesso non può essere utilizzato per un controllo generalizzato sull’operato amministrativo.

  • art. 24, comma 3, l. 241/1990

    Sono inammissibili le richieste di accesso sostanzialmente esplorative e dirette a un controllo diffuso e generalizzato sull’attività amministrativa.

  • art. 5, comma 2, d.P.R. 184/2006

    indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta ovvero gli elementi che ne consentano l’individuazione

    La richiesta deve identificare il documento o fornire elementi idonei a individuarlo; la mancata specificazione rende inammissibili le richieste generiche riferite a ogni altra documentazione contenuta in un fascicolo.

  • art. 116 c.p.a.

    Il giudizio è stato proposto per ottenere l’accertamento del diritto di accesso e la consegna dei documenti richiesti.

Massime di principio

  • Ai fini dell’accesso documentale è sufficiente la titolarità di un interesse giuridicamente rilevante, anche diverso da un diritto soggettivo o da un interesse legittimo, purché sussista un rapporto di strumentalità tra l’interesse e la documentazione richiesta.
  • Il nesso di strumentalità tra l’accesso e la tutela dell’interesse giuridico deve essere valutato in senso ampio: il documento deve essere genericamente utile alla difesa o alla cura dell’interesse, senza dover costituire prova diretta della lesione.
  • Nel giudizio sull’accesso l’amministrazione e il giudice non devono anticipare la valutazione sulla fondatezza, ammissibilità, influenza o decisività dell’eventuale domanda giudiziale che il richiedente potrebbe proporre sulla base dei documenti, salvo l’assoluta e manifesta mancanza di collegamento o l’uso pretestuoso e temerario dell’accesso.
  • L’accesso può essere riconosciuto anche quando sia funzionale a una tutela stragiudiziale o alla valutazione dell’opportunità di promuovere un’azione, senza che sia già stata proposta una domanda giudiziale.
  • La richiesta di accesso deve identificare i documenti richiesti o indicare elementi che ne consentano l’individuazione; la formula riferita a ogni altra documentazione contenuta in un fascicolo è generica ed esplorativa e non può essere accolta.
  • L’accesso documentale non può essere utilizzato per esercitare un controllo diffuso e generalizzato sull’operato dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicità

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