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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23899/2020 del 29/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte dei Conti che aveva confermato la condanna di D'Aponte al pagamento di euro 20.173,96 in favore del Comune di Napoli per danno erariale relativo a canoni di locazione versati inutilmente per un immobile nel periodo maggio 2007 - giugno 2008. Il ricorrente — Assessore al Patrimonio nel 2009-2011 — deduceva eccesso di potere giurisdizionale (art.111, comma 8 Cost. e art.362 c.p.c.), sostenendo che la Corte dei Conti avrebbe creato una "regula iuris" secondo cui titolari di funzioni di indirizzo politico-amministrativo avrebbero una posizione di garanzia e sarebbero ritenuti responsabili anche senza dolo o colpa grave e per fatti verificatisi prima dell'assunzione della carica.

La decisione

La Corte di Cassazione (Sezioni Unite) ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i profili contestati (valutazione dell'esimente politica ex art.1, comma 1-ter legge n.20/1994; accertamento della colpa grave; nesso causale e rilevanza temporale dei fatti) siano valutazioni di merito rientranti nei limiti della giurisdizione contabile e non costituiscano «eccesso di potere giurisdizionale» come definito dalla giurisprudenza costituzionale e della Corte di Cassazione. La Corte ha quindi escluso che la magistratura contabile abbia creato una norma nuova o invaso la sfera riservata al legislatore; ha compensato le spese e disposto l'obbligo per il ricorrente del versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa processuale.

Norme richiamate

  • Costituzione, art.111 comma 8

    Fornisce la base costituzionale per il ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione; la Corte precisa che il sindacato di legittimità per questioni di giurisdizione è limitato ai casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione (invasione della sfera del legislatore o attribuzione ad altra giurisdizione)

  • Codice di procedura civile, art.362 comma 1

    Norma richiamata nei motivi di cassazione concernenti vizi di motivazione eccesso di potere giurisdizionale; la Corte chiarisce che le valutazioni interpretative e di merito non costituiscono automaticamente invasione della sfera legislativa

  • Legge n.20 del 1994, art.1 comma 1-ter

    Richiamata in relazione all'esimente politica: la Corte dei Conti valuta se sussiste il beneficio dell'esimente politica per i titolari di indirizzo; tale valutazione è rimessa alla giurisdizione contabile e non integra di per sé eccesso di potere giurisdizionale

  • D.P.R. n.115 del 2002, art.13 comma 1-bis e 1-quater

    Norme sul contributo unificato: la sentenza richiama l'obbligo del versamento di un importo aggiuntivo da parte della parte soccombente quando il ricorso è stato proposto dopo il 30/01/2013

  • Sentenza Corte Costituzionale n.6 del 2018

    Precedente costituzionale vincolante che delimita l'ambito del sindacato di legittimità sulle giurisdizioni speciali; la Corte di Cassazione lo applica per definire che l'eccesso di potere giurisdizionale sussiste solo se il giudice speciale ha creato una norma o ha invaso la sfera del legislatore

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite), es. sentenze n.8311/2019, n.7926/2019

    Citazioni di orientamento che precisano i limiti del controllo di legittimità rispetto alle decisioni dei giudici speciali: il controllo investe difetto assoluto o relativo di giurisdizione, non gli errori di merito o le valutazioni interpretative

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di Cassazione su decisioni dei giudici speciali in materia di giurisdizione è molto circoscritto: configura eccesso di potere giurisdizionale solo la creazione di una norma nuova o l'invasione di competenze riservate al legislatore, non le normali valutazioni di merito o interpretative.
  • Questioni come l'applicabilità dell'esimente politica, la sussistenza della colpa grave e il nesso causale (anche con riferimento alla temporalità dei fatti rispetto all'assunzione della carica) rientrano nella valutazione di merito propria della Corte dei Conti e non sono facilmente sindacabili in Cassazione come violazione dei limiti esterni della giurisdizione.
  • La mera anomalia o durezza di una decisione contabile non equivale automaticamente a un "eccesso di potere giurisdizionale"; per ottenere l'annullamento per quella via è necessario dimostrare che il giudice abbia effettivamente creato norme o invaso la sfera legislativa.
  • Non sollevare nei gradi di merito la questione di giurisdizione non preclude sempre il ricorso per Cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione: l'effetto preclusivo opera principalmente se è maturato un giudicato interno su questione di giurisdizione espressamente decisa in precedenza.
  • Chi si trovi in situazione analoga dovrebbe contestare con precisione l'esistenza di un vizio di giurisdizione (invasione o arretramento rispetto alla materia) e non limitarsi a censurare valutazioni di merito; in caso contrario il rimedio più efficace resta quello di impugnare i criteri probatori e le motivazioni nel merito davanti al giudice competente.

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