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Sentenza

Sentenza n. 1434/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania - sede di Napoli (sezione terza) n. 3217/2023

Giustizia amministrativa202400368

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio disponibile del Comune, adottata a seguito dell'inottemperanza a un precedente ordine di demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza di acquisizione. Con il primo motivo d'appello ha dedotto la propria estraneità agli abusi e all'inottemperanza, evidenziando che al momento dell'emissione e della notifica dell'ordine di demolizione alla dante causa aveva otto anni e non poteva quindi essere ritenuta responsabile. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 38 e 44 della legge n. 47/1985, applicabili al secondo condono, sostenendo che la pendenza della domanda di condono presentata ai sensi della legge n. 724/1994 avrebbe imposto la sospensione del procedimento sanzionatorio e impedito il perfezionamento dell'acquisizione prima della definizione della domanda.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto irrilevante la minore età dell'appellante al momento dell'ordine di demolizione, poiché l'acquisizione non era stata disposta nei suoi confronti quale autrice dell'inottemperanza, ma nella sua distinta qualità di comproprietaria dell'immobile. L'inottemperanza rilevante era quella imputabile alla dante causa, destinataria dell'ordine di demolizione e rimasta inerte oltre il termine legale di novanta giorni. L'acquisizione prevista dall'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 opera direttamente per legge e il provvedimento comunale ha natura ricognitiva di un effetto traslativo già perfezionatosi con l'inutile decorso del termine per ottemperare, effetto che si trasferisce anche al successore nei diritti sull'immobile, pur se incolpevole. È stata inoltre ritenuta preclusa, nel giudizio sull'acquisizione, ogni contestazione relativa al regime sospensivo collegato alla domanda di condono: tali questioni avrebbero dovuto essere fatte valere impugnando tempestivamente l'ordine di demolizione. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e dell'estraneità dell'appellante all'illecito edilizio.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    L'inottemperanza all'ordine di demolizione entro il termine legale determina direttamente per legge l'acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale; il successivo provvedimento amministrativo ha natura ricognitiva di un effetto traslativo già perfezionato.

  • artt. 38 e 44 l. 47/1985

    speciale regime sospensivo delle sanzioni amministrative e penali conseguente alla presentazione della domanda di condono edilizio

    Il richiamo al regime sospensivo non consente di rimettere in discussione, nel giudizio sull'acquisizione, l'ordine di demolizione ormai consolidato; le relative questioni devono essere dedotte mediante impugnazione dell'ordine demolitorio.

  • l. 724/1994

    La domanda di condono presentata ai sensi della legge non impedisce, nel caso deciso, di considerare consolidato l'ordine di demolizione e perfezionato l'effetto acquisitivo derivante dalla sua inottemperanza.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo prevista dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 costituisce un effetto direttamente stabilito dalla legge, che si perfeziona con l'inutile decorso del termine di novanta giorni assegnato per ottemperare all'ordine di demolizione; il successivo atto comunale ha natura ricognitiva.
  • La responsabilità personale per l'inottemperanza all'ordine di demolizione non è necessaria per subire l'effetto acquisitivo in qualità di successore o comproprietario dell'immobile: l'acquisizione può incidere sui diritti del subentrante anche se questi è estraneo all'abuso e incolpevole, purché l'inottemperanza sia imputabile al precedente destinatario dell'ordine demolitorio.
  • La minore età del proprietario o comproprietario al momento dell'ordine di demolizione esclude l'imputabilità personale dell'inottemperanza, ma non impedisce l'acquisizione dell'immobile nei suoi confronti quale titolare del diritto sul bene interessato dall'effetto acquisitivo.
  • Le questioni relative alla sospensione dei procedimenti sanzionatori derivante dalla pendenza di una domanda di condono devono essere fatte valere mediante impugnazione dell'ordine di demolizione; una volta consolidato tale ordine, esse non possono essere riproposte nel giudizio contro il successivo atto ricognitivo di acquisizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizio
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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