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Sentenza

Sentenza n. 123/2026 - Campobasso, Sezione 1

per ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Campobasso, in funzione di giudice del lavoro, n.122/2025 depositata in data 17.4.2025, nel giudizio avente numero di R.G. 148/2024

Giustizia amministrativa202500378

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Campobasso, giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per l'annualità 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Campobasso n. 122/2025, che gli aveva riconosciuto il diritto a percepire la Carta del docente per l'annualità 2023/2024, oltre interessi o rivalutazione. La sentenza era passata in giudicato ed era stata notificata all'amministrazione ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma. Dopo l'iscrizione a ruolo del ricorso per ottemperanza, l'amministrazione ha dato esecuzione al giudicato mediante comunicazione dell'Ufficio Scolastico Regionale del 22 gennaio 2026. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna del Ministero alle spese, poiché l'esecuzione era intervenuta successivamente alla proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che l'esecuzione sopravvenuta avesse assicurato la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata. Pur dichiarando cessata la materia del contendere, il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza, poiché l'esecuzione del giudicato era intervenuta soltanto dopo l'iscrizione a ruolo del ricorso per ottemperanza. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 500,00, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione delle spese in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il Collegio ritiene che la suvvista sopravvenienza determini la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata dalla ricorrente nel presente giudizio, con conseguente cessazione della materia del contendere

    La piena soddisfazione sopravvenuta della pretesa sostanziale durante il giudizio giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36 dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione

    La sentenza ottemperanda aveva riconosciuto il diritto agli interessi o alla rivalutazione dalla maturazione del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione sopravvenuta del giudicato e la conseguente piena soddisfazione della pretesa sostanziale comportano la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese quando l'esecuzione del giudicato sia intervenuta solo dopo la proposizione e l'iscrizione a ruolo del ricorso per ottemperanza, rendendo applicabile il criterio della soccombenza sostanziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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