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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47/2025 del 02/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria (riesame) che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme e beni per complessivi importi prossimi a €999.686,03/€999.330,54 a carico della società Campo Frutta S.r.l. e di Marcello e Domenica Gaetano. La difesa deduce violazioni di legge e vizi di motivazione: (i) concorso apparente/specialità tra reato tributario (art. 11 D.P.R. 74/2000) e reati fallimentari (artt. 216, 223 R.D. 267/1942) e/o applicazione errata degli artt. 81 e 15 c.p.; (ii) duplicazione contestuale del reato di autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) nei capi 2 e 4; (iii) insussistenza del reato di autoriciclaggio per antecedenza temporale delle condotte e per cancellazione dell'accertamento tributario; (iv) carenza del dolo richiesto per i reati contestati e travisamento dei fatti, con allegata consulenza tecnica prodotta in Cassazione e documentazione a supporto della legittima attività di salvataggio aziendale; (v) carenza dei presupposti per la contestazione di bancarotta documentale e della responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 (art. 25-octies).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che: (a) la ricorrente è la società Campo Frutta e molte doglianze attengono a fatti riferibili alla società La Palamara e alla posizione personale di Gaetano, quindi privi di rilevanza diretta sul provvedimento cautelare reale; (b) la consulenza tecnica prodotta in Cassazione non poteva essere valutata essendo documentazione nuova non prodotta ai precedenti gradi; (c) in sede di cassazione ex art. 325 c.p.p. è consentito il controllo solo per violazioni di legge o vizi motivazionali gravi, mentre valutazioni di merito (dolo, attendibilità delle prove, ricostruzioni alternative) sono insindacabili; (d) il Tribunale del riesame ha dato motivazione congrua e coerente, fondando il sequestro sul fumus commissi delicti e sulle risultanze processuali; (e) in diritto la Corte ha seguito orientamenti che ammettono il concorso formale (art. 81 c.p.) tra reato tributario e fallimentare e ha ritenuto legittima la configurazione dell'autoriciclaggio anche con condotte frazionate e anteriori alla dichiarazione di fallimento; (f) pertanto il provvedimento di riesame è confermato e la ricorrente è condannata alle spese.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il controllo in Cassazione sulle ordinanze di sequestro preventivo alla violazione di legge o a vizi motivazionali radicali; esclude la riapertura del merito sulle valutazioni probatorie

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il giudizio di riesame; richiamata per contestualizzare l'ordinanza impugnata

  • art. 11, comma 1, secondo periodo, d.P.R. n. 74/2000

    Reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: la Corte osserva che la fondatezza dell'accertamento tributario non è necessaria ai fini della configurabilità del reato e che l'annullamento successivo di un avviso non invalida automaticamente l'impostazione accusatoria ai fini cautelari

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Autoriciclaggio: può configurarsi anche con modalità frammentarie e progressive; è compatibile il concorso con reati di bancarotta se segue o accompagna una distrazione di proventi e può essere integrato in forma di reato a formazione progressiva

  • artt. 223 e 216, comma 1, R.D. n. 267/1942

    Reati di bancarotta fraudolenta per distrazione/occultamento: tutelano un bene giuridico diverso (credito collettivo dei creditori) rispetto al reato fiscale; la Corte ha ritenuto non assorbibile automaticamente il reato tributario nella fattispecie fallimentare

  • art. 25-octies d.lgs. n. 231/2001

    Responsabilità amministrativa degli enti per il reato presupposto di autoriciclaggio: correttamente contestata alla società Campo Frutta ove sussista il reato presupposto

  • art. 81 cod. pen.

    Riferito per affermare la possibilità del concorso formale/continuazione tra reati (anziché applicare il principio di specialità tra norme) nella fattispecie in esame

  • art. 15 cod. pen.

    Richiamato dalla difesa per il principio di specialità; la Corte invece ha ritenuto prevalente l'interpretazione che porta al concorso formale e non all'assorbimento del reato tributario nel fallimentare

  • art. 84 cod. pen.

    Menziomento nel contraddittorio sulla sovrapposizione normativa: la Corte evidenzia la diversità strutturale delle fattispecie che esclude l'automatica applicazione dell'art. 84

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di interesse ad impugnare: la Corte ha escluso l'interesse (e quindi l'ammissibilità) di molte doglianze che non incidono direttamente sul provvedimento cautelare e sui beni sottoposti a sequestro

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla condanna alle spese a carico della ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo finalizzato alla confisca la Cassazione esercita un controllo limitato: può censurare solo violazioni di legge o vizi motivazionali gravi, non valutazioni di merito sulla credibilità delle prove o sull'elemento soggettivo.
  • Documenti e perizie prodotti per la prima volta in Cassazione sono generalmente inammissibili se non giustificati come impossibilità di esibirli nei precedenti gradi; non possono costituire base per riformare provvedimenti di merito.
  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è sufficiente il fumus commissi delicti; il giudice del riesame può basare il provvedimento su valutazioni prognostiche e sulla coerenza delle risultanze processuali.
  • La relazione fra reati tributari e fallimentari non comporta automaticamente l'assorbimento di uno nell'altro: la giurisprudenza ammette la possibilità del concorso formale (art. 81 c.p.) quando sussistano distinte fattispecie e beni giuridici tutelati diversi.
  • L'autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) può configurarsi anche per condotte frazionate e antecedenti alla dichiarazione di fallimento se è dimostrabile una successiva attività di dissimulazione o reimpiego delle somme derivanti da distrazioni; l'annullamento di un avviso di accertamento non esclude automaticamente il fumus del reato tributario ai fini cautelari.
  • La responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 dell'ente richiede la sussistenza del reato presupposto: contestazione dell'illecito penale alla società giustifica la contestazione dell'illecito 231 a carico dell'ente.
  • Nel proporre impugnazioni cautelari è essenziale dimostrare l'interesse concreto e l'incidenza diretta delle censure sul provvedimento di sequestro (es. eccesso o erronea determinazione del valore oggetto di sequestro); questioni astratte di diritto senza impatto sul bene sequestrato rischiano di essere dichiarate inammissibili.

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