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Sentenza

Sentenza n. 85/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 304/2024, pubblicata in data 8 maggio 2024.

Giustizia amministrativa202500166

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo n. 304/2024, relativa al pagamento della retribuzione professionale docenti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, in funzione di giudice del lavoro, che aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a corrisponderle euro 3.913,16, oltre interessi e rivalutazione monetaria, a titolo di retribuzione professionale docenti per periodi di servizio a tempo determinato prestati negli anni scolastici dal 2019 al 2021. Nel corso del giudizio il Ministero ha integralmente pagato quanto dovuto. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell’amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale. Il giudice ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio. Ai soli fini della regolazione delle spese, ha esaminato virtualmente il merito del ricorso, ritenendolo fondato in quanto l’amministrazione aveva inizialmente omesso di dare esecuzione al giudicato e ha provveduto al pagamento solo dopo la proposizione del ricorso. Il Collegio ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’azione di ottemperanza: il passaggio in giudicato della sentenza del giudice ordinario e il perfezionamento della notificazione della sentenza all’amministrazione, seguito dal decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero è stato condannato a rifondere alla ricorrente euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente l’azione di ottemperanza per l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario, nei limiti della giurisdizione amministrativa di ottemperanza.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Subordina l’esecuzione forzata delle sentenze e dei provvedimenti nei confronti delle amministrazioni pubbliche al decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un ricorso per ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il giudicato e soddisfa la pretesa del ricorrente, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere.
  • Anche in caso di cessazione della materia del contendere, il giudice può esaminare virtualmente la fondatezza della domanda ai soli fini della regolazione delle spese di lite.
  • L’azione di ottemperanza davanti al giudice amministrativo per l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario richiede il passaggio in giudicato del titolo e, nei confronti dell’amministrazione pubblica, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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