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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3743/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di convalida dell'arresto in flagranza del 23/09/2024 sostenendo che l'ordinanza non avesse assolto l'onere motivazionale circa il presupposto indefettibile della flagranza, ossia che mancasse una motivazione adeguata a giustificare la qualificazione della condotta come flagranza e quindi la legittimità dell'intervento della polizia giudiziaria.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in sede di impugnazione della convalida dell'arresto, siano deducibili esclusivamente vizi di illegittimità relativi al titolo del reato, all'esistenza o meno della flagranza e all'osservanza dei termini; le censure mosse dal ricorrente erano incentrate su vizi della motivazione e questioni di merito sulla sussistenza dei presupposti di responsabilità, materie non ammissibili in questa sede e deducibili, se del caso, con l'impugnazione dell'eventuale ordinanza applicativa della custodia cautelare. Perciò il ricorso è stato respinto per inammissibilità e il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 110 cpv. 81 cod. pen., 73 e 78 d.P.R. n. 309 del 1990

    artt. 110 cpv. 81 cod. pen., 73 e 78 d.P.R. n. 309 del 1990

    Si tratta dei reati addebitati al ricorrente oggetto della convalida dell'arresto; la Corte non ha riformulato un'interpretazione sostanziale di tali norme, le cita come titolo del reato per il quale è stata disposta la convalida

  • Giurisprudenza citata: Sez. 6, n. 38180 del 14/10/2010 (Prikhno, Rv. 248519)

    Sez. 6, n. 38180 del 14/10/2010, Prikhno, Rv. 248519

    La Corte richiama il principio secondo cui l'impugnazione della convalida dell'arresto è limitata a vizi di illegittimità (titolo del reato, esistenza della flagranza, rispetto dei termini) e non può trasformarsi in un riesame di merito sulla sussistenza della responsabilità penale

Massime di principio

  • Avverso la convalida dell'arresto in flagranza in Cassazione sono ammissibili solo censure di illegittimità: titolo del reato, assenza di flagranza, violazione dei termini procedurali.
  • Le doglianze sulla motivazione e le valutazioni di fatto sulla sussistenza degli elementi della responsabilità penale sono materia di merito e non sono esaminabili in questa sede: vanno impugnate con l'atto che contesta l'eventuale misura cautelare successiva o in sede di giudizio.
  • Se l'obiettivo è contestare la sussistenza della flagranza, formulare il ricorso evidenziando profili di diritto e di fatto strettamente pertinenti all'elemento della contemporaneità e immediatezza dell'intervento, evitando censure generiche sulla motivazione.
  • Presentare censure non ammissibili espone al rigetto per inammissibilità e alla condanna alle spese processuali e, come nel caso esaminato, a sanzioni come la somma a favore della cassa delle ammende.
  • Strategia pratica: valutare attentamente il rimedio più idoneo (impugnazione della convalida vs impugnazione dell'ordinanza cautelare) in funzione della natura delle censure (di diritto vs di fatto).
  • Formulare in modo chiaro e circoscritto le doglianze ammissibili in sede di cassazione per evitare filtraggi per inammissibilità basati sulla giurisprudenza consolidata.

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