Cassazione Penale, Sentenza n. 17578/2024 del 03/05/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Cagliari che aveva riformato in parte la sentenza di primo grado condannandoli per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale relativa a più procedure fallimentari (Fragest s.n.c., Framitour s.r.l./s.p.a.), contestando in particolare la ricostruzione delle operazioni societarie (trasferimenti di crediti, cessioni di quote, utilizzo di societa' 'scatola vuota') e la sussistenza della circostanza aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità nonché la qualificazione di amministratore di fatto e la mancata concessione delle attenuanti generiche. I motivi di ricorso censurano vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione agli artt. indicati della legge fallimentare e del codice di procedura penale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei ricorsi come infondati (compreso quello di Ivana Giovannetti), confermando in gran parte la ricostruzione di merito su trasferimenti di crediti, artifizi societari e spoliazione. Tuttavia ha accolto parzialmente il ricorso di Ambra e Francesco Crocenzi limitatamente alla valutazione della circostanza aggravante di cui all'art. 219 legge fallimentare (danno patrimoniale di rilevante entità), ritenendo che il criterio applicato dalla Corte d'appello (riferimento esclusivo al sequestro conservativo/iscrizione del credito) non fosse sufficiente e rimettendo la valutazione ad altra sezione della Corte d'appello di Firenze per un nuovo esame. Gli ultimi motivi sulle attenuanti generiche sono stati dichiarati assorbiti.
Norme richiamate
art. 216 legge fallimentare
Riferimento alle pene accessorie connesse ai reati fallimentari: la Corte ha esaminato l'applicazione delle pene accessorie in rapporto alla pena detentiva, confermando la rimodulazione operata in appello salvo le censure non fondate.
art. 219 legge fallimentare
La Corte richiama la giurisprudenza secondo cui la valutazione del danno ai fini dell'aggravante va riferita alla diminuzione patrimoniale complessiva della massa attiva disponibile per i creditori e non semplicemente all'entità del passivo o a singole voci; nel caso concreto la motivazione della Corte d'appello è ritenuta insufficiente perché fondata solo sul sequestro conservativo e sull'iscrizione al passivo.
art. 223 legge fallimentare
Richiamato in relazione alle fattispecie di bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale e alla configurazione delle responsabilità personali e delle pene accessorie.
art. 62-bis cod. pen.
Norma relativa alle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto la questione assorbita in relazione alla decisione sull'aggravante.
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato in ordine ai motivi di ricorso in Cassazione (criteri di ammissibilità e di formulazione dei motivi), la Corte valuta la specificità e la congruenza delle doglianze rispetto alla motivazione di merito.
art. 546 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai vizi di motivazione e travisamento della prova denunciati con l'art. 606 c.p.p.; la Corte verifica la conformità delle doglianze ai presupposti di cassazione.
art. 606 cod. proc. pen.
Norme che individuano i vizi impugnabili per cassazione: vizio di motivazione e travisamento della prova; la Corte valuta tali censure e le respinge tranne che per la specifica questione sulla quantificazione del danno patrimoniale.
art. 102 legge fallimentare
Rilevata nel quadro delle procedure fallimentari (chiusura della procedura) in relazione all'accertamento del passivo della Framitour s.p.a. e alla criticità nel collegare direttamente quel passivo alla aggravante.
art. 679 cod. proc. civ.
Richiamato nei fatti per le iniziative promosse dalla Fragest contro il sequestro conservativo; la Corte di merito ha considerato tali iniziative nella ricostruzione della vicenda societaria e della successione nei rapporti.
art. 700 cod. proc. civ.
Citato per la procedura avviata dalla Gester Costruzioni per la restituzione dell'immobile e per il sequestro conservativo, elementi considerati nella ricostruzione dell'inesecuzione del contratto di affitto.
art. 669 cod. proc. civ.
Richiamato per il giudizio civile promosso dalla Fragest nell'ambito delle dispute sulla titolarità e sulla successione dei rapporti contrattuali; la Corte di merito ha valutato le dichiarazioni rese in quel procedimento come parte della ricostruzione.
Massime di principio
- Per l'aggravante del danno patrimoniale (art. 219 l.f.) la valutazione deve considerare la diminuzione globale della massa attiva disponibile ai creditori, non limitarsi all'esistenza di un sequestro o all'entità nominale del passivo.
- In operazioni societarie complesse e nel contesto di gruppi societari, occorre provare in modo chiaro l'effettiva inclusione di crediti o beni nel patrimonio della società fallita: trasferimenti formali, cessioni e data di costituzione sono elementi decisivi.
- La qualificazione di amministratore di fatto richiede elementi specifici che dimostrino il concreto esercizio di poteri gestori: la contestazione può reggere anche in forma alternativa (amministratore di fatto ovvero concorrente materiale) se adeguatamente motivata.
- La presenza di societa' utilizzate come 'scatole vuote' e la ripetuta cessione di crediti a favore di soggetti collegati sono indici sintomatici di un disegno di spoliazione rilevante ai fini penali, ma devono essere dettagliatamente ricostruiti nel giudizio di merito.
- La mera esistenza di pronunce assolutorie in altre sedi non è automaticamente prevalente: il giudice deve confrontare le motivazioni e la complessità delle ricostruzioni contabili e societarie fra i diversi procedimenti.
- Le censure di travisamento della prova e vizio di motivazione in Cassazione richiedono specificità e collegamento diretto tra gli elementi dedotti e l'errore motivazionale; deduzioni generiche o non elaborate sono di regola respinte.
- La valutazione delle circostanze attenuanti generiche non può fondarsi esclusivamente sulla condotta processuale; occorre una valutazione complessiva che, tuttavia, può risultare assorbita se la decisione principale è limitata ad altri profili.
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