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Sentenza

Sentenza n. 2063/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento dell’illegittimità previa adozione di misure cautelari del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Batool Tayyabah presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan;

Giustizia amministrativa202514644

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio formatosi sull'istanza relativa al rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e l'adozione di misure cautelari. Nel corso del giudizio, il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, deducendo così l'avvenuta attivazione del procedimento e chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. La ricorrente ha aderito alla richiesta quanto alla definizione del giudizio, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'intervenuta attivazione del procedimento per il rilascio del visto, mediante fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda, ha soddisfatto la pretesa fatta valere in giudizio. La decisione è stata fondata sul combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; è stata però posta a carico dell'amministrazione la restituzione alla ricorrente delle somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; nel caso concreto, il giudizio è stato promosso per contestare l'inerzia sull'attivazione del procedimento relativo al visto di studio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio dell'amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal privato soddisfa la pretesa azionata e comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario alla presentazione della domanda costituisce, quando rappresenta l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto, un comportamento idoneo a far venir meno la materia del contendere nel giudizio contro il silenzio.
  • La condotta operosa dell'amministrazione che intervenga nel corso del giudizio può giustificare la compensazione delle spese, ferma restando la restituzione al ricorrente del contributo unificato eventualmente versato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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