Sentenza del 08/06/2016 n. 11732 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR della Campania, che aveva ritenuto valido il condono previsto dall'art. 9-bis, comma 1, della legge n. 289/2002, relativo a omessi o tardivi versamenti IRPEF per gli anni 2000 e 2001, nonostante fosse stata pagata soltanto la prima rata. Secondo l'Amministrazione, il beneficio del condono era subordinato al pagamento integrale delle somme dovute, anche quando il pagamento fosse effettuato in forma rateale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che il condono clemenziale previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289/2002 richiedesse il pagamento integrale delle imposte e degli interessi dovuti, in un'unica soluzione o mediante tutte le rate previste. Il mancato o insufficiente pagamento delle rate successive rende inefficace l'istanza di definizione, senza che sia necessaria una specifica dichiarazione di nullità del condono. La sentenza della CTR è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis, comma 1
Il condono riguarda la definizione degli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate.
La disposizione configura un condono clemenziale e non un condono premiale. Il beneficio della non applicazione delle sanzioni è subordinato al pagamento integrale delle imposte e degli interessi dovuti, anche nel caso di pagamento rateale.
Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis, comma 2
Disciplina l'ipotesi in cui gli importi siano già stati iscritti a ruolo, distinguendola dalla fattispecie del comma 1.
Legge 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 45
Ha modificato la disciplina del pagamento rateale prevista dall'art. 9-bis, confermando che la definizione agevolata è condizionata al versamento integrale degli importi dovuti.
Codice di procedura civile, art. 384, comma 2
Consente alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.
Massime di principio
- Nelle definizioni agevolate e nei condoni fiscali, le condizioni previste dalla specifica norma devono essere rispettate integralmente, poiché si tratta di discipline eccezionali soggette a interpretazione restrittiva.
- Quando una norma subordina il beneficio al pagamento integrale, il versamento della sola prima rata non perfeziona il condono e non conserva il beneficio sulle somme residue.
- L'omesso o insufficiente pagamento delle rate successive può rendere automaticamente inefficace l'istanza di definizione, senza che l'Amministrazione debba adottare una separata dichiarazione di nullità.
- Non è possibile applicare a una specifica forma di condono regole previste per altre tipologie di definizione agevolata, anche se contenute nella stessa legge.
- Prima di aderire a una definizione rateale occorre verificare sia il termine iniziale sia il pagamento puntuale e integrale di tutte le rate, perché l'inadempimento può comportare la perdita totale del beneficio.
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