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Ordinanza

Ordinanza n. 85/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’atto di ingiunzione n. 1/2026 del 18.05.2026 con il quale la Regione Molise ha ingiunto all’interessato lo sgombero dell’area demaniale marittima ricadente nel territorio del Comune di Campomarino individuata nei registri catastali al foglio 11, p.lla 1394 e di pagare, entro il termine di 30 giorni, gli indennizzi risarcitori dovuti per l’occupazione senza titolo dell’area demaniale.

Giustizia amministrativa202600189

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di sgombero di un’area demaniale marittima e pagamento di indennizzi risarcitori per occupazione senza titolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (occupante dell’area)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ingiunzione regionale, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Ha contestato la legittimità dell’esercizio dei poteri di autotutela esecutiva, sostenendo la natura privata dell’area sulla base dello stesso formale provvedimento di delimitazione della fascia demaniale, che avrebbe recentemente escluso l’area dal perimetro demaniale. In particolare, ha dedotto un difetto di motivazione e di istruttoria, ravvisato nella contraddittorietà dell’azione amministrativa: da un lato l’area sarebbe stata esclusa dalla fascia demaniale mediante provvedimento di delimitazione, dall’altro sarebbe stata destinataria di un ordine di sgombero quale bene demaniale. Le amministrazioni hanno prospettato che, per negare la natura demaniale del bene, mancassero ancora talune formalità.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza, rilevando che la controversia riguarda la legittimità dell’esercizio di poteri amministrativi di autotutela esecutiva sui beni demaniali, materia devoluta alla giurisdizione amministrativa. Nella fase cautelare, il Collegio ha ravvisato un adeguato fumus boni iuris con riguardo alla censura di contraddittorietà, poiché appare quantomeno contraddittorio, se non ingiustificato, esercitare poteri di autotutela esecutiva su un’area recentemente esclusa dal perimetro della fascia demaniale da un formale provvedimento di delimitazione. La valutazione cautelare resta ferma anche considerando la tesi dell’Amministrazione relativa alla mancanza di ulteriori formalità per negare la natura demaniale del bene. La domanda cautelare è stata accolta; è stata sospesa l’efficacia dell’ingiunzione ed è stata fissata l’udienza pubblica di merito del 16 dicembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari nel processo amministrativo.

Massime di principio

  • L’esercizio dell’autotutela esecutiva sui beni demaniali rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo quando la controversia riguarda la legittimità dell’esercizio del potere amministrativo.
  • È assistita da fumus boni iuris la contestazione di un ordine di sgombero adottato su un’area che un formale e recente provvedimento di delimitazione abbia escluso dal perimetro demaniale, poiché l’azione amministrativa risulta prima facie contraddittoria e potenzialmente ingiustificata.
  • La mera prospettazione della necessità di ulteriori formalità amministrative non esclude, nella fase cautelare, la rilevanza della contraddizione tra il precedente provvedimento di delimitazione e il successivo esercizio dei poteri di sgombero e recupero degli indennizzi.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniAutotutelaTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaTutela cautelare

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