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Sentenza

Sentenza n. 967/2026 - Genova, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza T.A.R. Liguria, Sez. I, 21 giugno 2024, n. -OMISSIS-, pubblicata in data 30 luglio 2024, resa nel ricorso R.G.R. -OMISSIS- passata in giudicato, e per la condanna delle Amministrazioni intimate al computo, senza oneri a suo carico, degli anni di durata legale del corso di laurea in giurisprudenza ai sensi dell'art. 1783 del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, del periodo legale del corso di laurea in giurisprudenza (di anni quattro) ai fini del calcolo dello stipendio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altro fine previsto dalla legge, e in difetto per la nomina di un commissario ad acta che provveda in luogo delle Amministrazioni medesime

Giustizia amministrativa202501138

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, prendendo atto che la controversia relativa all'ottemperanza era venuta meno. Quanto alle spese, ha disposto la compensazione, poiché dagli atti non risultava che la sentenza fosse stata notificata all'Amministrazione, essendo stata notificata soltanto all'Avvocatura dello Stato. Ha tuttavia posto a carico dell'Amministrazione il rimborso del contributo unificato versato dal ricorrente.

TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Liguria, Sez. I, 21 giugno 2024, n. -OMISSIS-, relativa al computo del periodo legale del corso di laurea in giurisprudenza ai fini stipendiali, del trattamento di fine rapporto e degli altri effetti previsti dalla legge

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza passata in giudicato, chiedendo che le amministrazioni intimate computassero, senza oneri a suo carico, i quattro anni di durata legale del corso di laurea in giurisprudenza ai sensi dell'art. 1783 del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, ai fini del calcolo dello stipendio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altro effetto previsto dalla legge. In difetto, ha chiesto la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio, le parti hanno rappresentato la cessazione della materia del contendere.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del quale è stato proposto il ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 1783 d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66

    È richiamato quale fondamento della pretesa al computo del periodo legale del corso di laurea in giurisprudenza ai fini stipendiali, del trattamento di fine rapporto e degli altri effetti previsti dalla legge.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, le parti rappresentano che la situazione controversa è stata definita e non residua una concreta utilità dalla prosecuzione del processo, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • La mancata prova della notificazione della sentenza da eseguire all'amministrazione, quando risulta effettuata soltanto presso l'Avvocatura dello Stato, può giustificare la compensazione delle spese di lite, ferma restando la rifusione del contributo unificato a carico dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaStato giuridico e avanzamentoSpese di lite
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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