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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3570/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma (riesame) che aveva confermato parzialmente la custodia cautelare in carcere per: partecipazione a un'associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata a frodi IVA e accise tramite una "cartiera" (AGM Petrol S.r.l. e contratto di deposito con Made Petrol), reati tributari ai sensi del D.lgs. n. 74/2000 (art. 8, art. 5) e aggravante di cui all'art. 416‑bis, comma 1 c.p. per presunti legami e agevolazione a favore del clan dei Casalesi. Il ricorso articolava vizi di motivazione relativi a: mancata prova della effettiva partecipazione e del ruolo di "socio" nel sodalizio; insufficiente prova del rapporto con il clan e del dolo specifico per l'aggravante 416‑bis; inesistenza della persistenza dei reati dopo aprile 2018; illogicità nella valutazione del pericolo di recidiva e nella scelta della custodia cautelare in carcere.

La decisione

Il ricorrente ha depositato una dichiarazione sottoscritta e autenticata di rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per la ritualità della rinuncia; perciò i motivi non sono stati esaminati nel merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 500 alla Cassa delle ammende (sanzione ex art. 616 c.p.p.). Disposto l'invio degli atti alla cancelleria per gli adempimenti previsti.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Contestata l'associazione per delinquere; la decisione non entra nel merito poiché il ricorso è stato rinunciato.

  • art. 416‑bis comma 1 cod. pen.

    Aggravante per avere agevolato attività della criminalità organizzata; la Corte non ha valutato l'esistenza del dolo specifico a causa della rinuncia al ricorso.

  • D.lgs. n. 74/2000 (art. 5, art. 8)

    Rilevanti ai fini della contestazione di reati tributari (omessa dichiarazione IVA, omesso versamento imposte); non esaminati nel merito nella pronuncia impugnata dalla rinuncia.

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020

    Norma menzionata in relazione al trattamento procedurale del ricorso (contestualizzazione formale del procedimento).

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la sanzione pecuniaria per l'inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato una somma equitativa di euro 500.

  • art. 94, comma 1‑ter, disp. att.

    Riferimento formale per gli adempimenti di cancelleria dopo la dichiarazione di inammissibilità.

Massime di principio

  • La rinuncia formale, sottoscritta e autenticata, rende inammissibile il ricorso e impedisce che i motivi vengano esaminati nel merito: prima di rinunciare va valutata la perdita della possibilità di impugnare le questioni sostanziali.
  • Se il ricorrente intende conservare la possibilità di veder esaminati elementi di diritto (es. gravità della custodia cautelare, legami con organizzazioni mafiose), non deve rinunciare al gravame; la rinuncia comporta anche condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria (art. 616 c.p.p.).
  • Le imputazioni di associazione per delinquere e di agevolazione a favore di organizzazioni mafiose richiedono, per essere confermate, una motivazione specifica e prove chiare sui legami e sul dolo specifico; in assenza di esame di merito (per rinuncia) tali profili restano non valutati.
  • La scelta della misura cautelare (custodia in carcere) richiede una motivazione attuale e circostanziata sul pericolo di recidiva o di inquinamento probatorio; contestare la misura richiede la produzione di elementi che contrastino tale valutazione.
  • In procedimenti complessi con profili penali e tributari, valutare sempre il rapporto tra rischi processuali e opportunità di rinuncia: la rinuncia può avere vantaggi strategici ma comporta la cessazione del riesame giudiziario delle censure.

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