Cassazione Penale, Ordinanza n. 37653/2025 del 18/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello di Palermo aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Marsala nei confronti dell'imputato per ricettazione di beni di varia natura di provenienza furtiva, accertata il 14 dicembre 2020, con riconoscimento della recidiva reiterata e infraquinquennale. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo: (1) violazione di legge e vizi di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo del delitto di ricettazione, sostenendo che non fosse stata raggiunta la prova del dolo e che la condotta potesse al più integrare l'incauto acquisto; (2) omessa riqualificazione della condotta ai sensi dell'art. 712 c.p.; (3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., anche alla luce dell'attenuante speciale già riconosciuta ex art. 648, comma 4, c.p.; (4) mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p.; (5) illegittimo riconoscimento della recidiva ex art. 99 c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla responsabilità per ricettazione e alla richiesta di derubricazione in incauto acquisto, rilevando che la Corte territoriale aveva motivato in modo logico la sussistenza del dolo e si era conformata al consolidato orientamento secondo cui l'elemento soggettivo della ricettazione può essere desunto anche dalla mancata o non attendibile indicazione della provenienza del bene, quale indice di occultamento e di acquisto in mala fede. Ha inoltre escluso la possibilità di riconoscere l'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p., perché il valore del bene era già stato considerato per applicare l'ipotesi attenuata di cui all'art. 648, comma 4, c.p., sicché il medesimo elemento non poteva essere valorizzato due volte. Infine, ha ritenuto non deducibili in sede di legittimità i motivi concernenti l'art. 131-bis c.p. e la recidiva, poiché non risultavano previamente proposti in appello nei termini richiesti dall'art. 606, comma 3, c.p.p. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
L'ipotesi attenuata della ricettazione per particolare tenuità del fatto assorbe la valutazione dell'esiguità del danno patrimoniale, impedendo una duplicazione del medesimo elemento ai fini dell'ulteriore attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.
art. 712 c.p.
Richiamato come possibile riqualificazione della condotta in incauto acquisto, ma escluso perché la prova del dolo di ricettazione è stata ritenuta raggiunta.
art. 131-bis c.p.
La causa di non punibilità non è esaminabile in cassazione se non dedotta come motivo di appello, secondo la regola di inammissibilità richiamata dalla Corte.
art. 62 n. 4 c.p.
L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non è compatibile con l'art. 648, comma 4, c.p. quando il medesimo dato sia già stato valutato per la fattispecie attenuata.
art. 99 c.p.
La censura sulla recidiva è stata ritenuta non proponibile in cassazione perché non dedotta in appello.
art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.
Norma evocata dalla difesa per dedurre violazione di legge in tema di ricettazione, derubricazione, attenuanti e recidiva.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Norma evocata dalla difesa per denunciare vizi di motivazione sulla responsabilità, sulla non punibilità e sul mancato riconoscimento dell'attenuante.
art. 606, comma 3 c.p.p.
Le doglianze non previamente dedotte in appello sono inammissibili in cassazione.
art. 648, comma 4 c.p.
L'attenuante speciale per la ricettazione di particolare tenuità è stata ritenuta correttamente applicata dalla Corte di merito e incompatibile con una ulteriore valorizzazione del valore esiguo del bene.
art. 648 c.p.
La Corte ribadisce che la prova dell'elemento soggettivo della ricettazione può desumersi anche dalla mancata o non attendibile spiegazione della provenienza della cosa ricevuta.
Massime di principio
- Ai fini della configurabilità della ricettazione, il dolo può essere desunto anche dalla mancata o non attendibile indicazione della provenienza del bene, quale indice di occultamento e di acquisto in mala fede.
- Nel giudizio di legittimità non sono proponibili censure che non risultino previamente dedotte con i motivi di appello, quando la legge ne preveda l'inammissibilità.
- L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non è cumulabile con l'attenuante speciale già fondata sul medesimo dato dell'esiguità del valore del bene: lo stesso elemento favorevole non può essere valutato due volte.
- La richiesta di derubricazione da ricettazione a incauto acquisto non è fondata se la motivazione di merito consente di ritenere provato il dolo della ricettazione attraverso elementi sintomatici logicamente apprezzati dal giudice.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e le doglianze sulla recidiva, se non devolute in appello, non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione.
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