Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 29/12/2015 n. 2879 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

PROCESSO - Prove - Consulenza Tecnica - Poteri del giudice - Valutazione della consulenza tecnica di ufficio - Dissenso dal parere del c.t.u. - Apprezzamento di fatto - Ammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'avviso di accertamento relativo all'anno 2006, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il prezzo dichiarato per la vendita di un immobile, elevandolo da 400.000 euro a 1.124.400 euro e recuperando una maggiore plusvalenza di 724.400 euro ai fini IRES, IRAP e IVA. La ricorrente sosteneva l'assenza dei presupposti per l'accertamento analitico-induttivo, l'insufficienza delle presunzioni utilizzate dall'Ufficio, l'inattendibilità della stima del valore immobiliare e l'illegittimità delle sanzioni. In particolare, richiamava una consulenza tecnica che aveva stimato l'immobile in 2.000 euro al metro quadrato, contro i 4.000 euro al metro quadrato utilizzati dall'Amministrazione.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello della società e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto legittimo l'accertamento induttivo perché le operazioni risultavano anomale e antieconomiche, soprattutto per la contestuale vendita dell'immobile a un prezzo contenuto e il pagamento di canoni anticipati non previsti dal contratto. Gli elementi documentali e i prezzi risultanti da compravendite di immobili similari nella stessa zona sono stati considerati presunzioni gravi, precise e concordanti, con conseguente spostamento dell'onere della prova sul contribuente. Il giudice ha disatteso la stima del CTU, ritenendola generica e priva di un concreto procedimento estimativo, preferendo la valutazione dell'Ufficio fondata su comparabili specifici. Sono state invece confermate la non debenza delle sanzioni, poiché l'avviso non ne indicava concretamente misura e modalità di determinazione, e la condanna della società alle spese di giudizio e al compenso del CTU pari a 1.605,49 euro.

Norme richiamate

  • Art. 39, comma 1, lettera d), d.P.R. 600/1973

    Consente l'accertamento analitico-induttivo quando la contabilità risulta complessivamente inattendibile o confliggente con criteri di ragionevolezza. In tali casi l'Amministrazione può ricostruire maggiori ricavi o minori costi anche mediante presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.

  • Art. 53, d.P.R. 633/1972

    Richiamato in relazione alla determinazione della base imponibile IVA mediante ricostruzione del corrispettivo effettivo.

  • D.Lgs. 472/1997, artt. 16 e 17

    Disciplina il procedimento di contestazione e irrogazione delle sanzioni amministrative tributarie. Le sanzioni devono essere concretamente indicate e motivate nell'atto contestuale quando collegate al tributo.

  • D.Lgs. 472/1997, art. 17

    Le sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono sono irrogate, senza previa contestazione ... con atto contestuale all'avviso di accertamento o di rettifica, motivato a pena di nullità.

    La mera indicazione della norma sanzionatoria non è sufficiente: l'avviso deve specificare le sanzioni applicate, le violazioni cui si riferiscono e, ove utilizzato, il criterio del cumulo giuridico.

  • Art. 24, legge 88/2009

    Richiamato dalla contribuente in tema di requisiti per la rettifica dei corrispettivi immobiliari e applicabilità anche all'IVA; la decisione ha comunque fondato la legittimità dell'accertamento sulla concreta ricostruzione presuntiva e sui dati comparativi disponibili.

  • Cassazione, sentenze n. 14941/2013, n. 7871/2012, n. 26388/2005, n. 6337/2002, n. 10175/2014 e n. 20429/2014

    La contabilità formalmente regolare può essere disattesa quando le operazioni risultano complessivamente inattendibili o antieconomiche; l'Ufficio può utilizzare presunzioni per accertare ricavi non dichiarati anche in caso di cessioni immobiliari.

  • Cassazione, sentenze n. 19661/2006, n. 4850/2009, n. 25569/2010 e n. 5148/2011

    La consulenza tecnica d'ufficio non vincola il giudice. Il giudice può discostarsi dal CTU con motivazione adeguata, preferendo altri elementi di prova o una stima fondata su dati comparabili più concreti.

  • Cassazione, sentenza n. 26740/2013

    L'atto di contestazione e irrogazione delle sanzioni è autonomo rispetto al procedimento di accertamento del tributo; ciò non esclude che, quando le sanzioni siano irrogate contestualmente, esse debbano essere specificamente indicate e motivate.

Massime di principio

  • Il giudice non è obbligato ad aderire alla consulenza tecnica d'ufficio: può disattenderla quando la stima è generica, non documentata o incoerente con dati oggettivi presenti negli atti.
  • Nella stima del valore di mercato di un immobile hanno particolare rilievo i prezzi effettivamente risultanti da compravendite comparabili, situate nella stessa zona e riferite a immobili analoghi.
  • Operazioni economicamente anomale o prive di giustificazione razionale, considerate nel loro insieme, possono legittimare un accertamento analitico-induttivo e far ricadere sul contribuente l'onere di fornire una spiegazione alternativa documentata.
  • Una contabilità formalmente regolare non impedisce l'accertamento induttivo se il comportamento complessivo dell'impresa è incompatibile con criteri di ragionevolezza economica.
  • Per contestare efficacemente una stima fiscale non è sufficiente produrre un valore alternativo: occorre illustrare un procedimento estimativo verificabile, basato su comparabili, caratteristiche dell'immobile, condizioni di mercato e documentazione concreta.
  • Le sanzioni collegate all'accertamento devono essere indicate e motivate in modo specifico, compresa la loro quantificazione e l'eventuale applicazione del cumulo giuridico; il semplice richiamo alla norma non è sufficiente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.