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Ordinanza

Ordinanza n. 268/2026 - Bologna, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600897

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di occupazione di suolo pubblico per la collocazione di un dehors all’esterno di un pubblico esercizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego comunale di concessione di suolo pubblico per un dehors, chiedendone la sospensione cautelare. Il diniego era motivato dal fatto, non contestato, che l’area richiesta non fosse prospiciente al pubblico esercizio richiedente, in contrasto con il principio generale previsto dall’art. 1, comma 3, del regolamento comunale sui dehors. L’amministrazione aveva inoltre rilevato l’interferenza dell’allestimento con le vetrine di altri esercizi commerciali, ubicate ai civici 16/16C, il cui proprietario aveva negato la disponibilità alla collocazione del dehors in deroga alla regola della prospicienza e a proprio detrimento. La ricorrente invocava l’art. 20 del regolamento, che consente nel centro storico soluzioni anche in deroga alle regole generali, ma il Comune e la controinteressata hanno evidenziato l’assenza delle condizioni previste da tale disposizione e ulteriori eccezioni di inammissibilità, ritenute dal TAR prima facie non meritevoli di accoglimento.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza di fumus boni iuris. In sede di sommaria cognizione, ha ritenuto legittimamente rilevante la mancanza di prospicienza dell’area rispetto al pubblico esercizio, in contrasto con la regola generale dell’art. 1, comma 3, del regolamento dehors. Ha escluso che potesse trovare applicazione, allo stato, la deroga prevista dall’art. 20 per il centro storico, poiché essa presuppone l’elaborazione, in collaborazione con i Quartieri, di specifici progetti, condizione non risultata sussistente. Ha inoltre richiamato il parere del Consiglio di Stato relativo a un precedente contenzioso sul medesimo esercizio, secondo cui la collocazione di un dehors in deroga alla regola della prospicienza richiede un accordo attestante la disponibilità del proprietario dell’immobile con cui l’allestimento interferisce; disponibilità espressamente negata nella fattispecie. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 3, regolamento comunale dehors

    principio generale della prospicienza del dehors rispetto al pubblico esercizio che ne fa richiesta

    La collocazione del dehors deve, in via generale, essere prospiciente al pubblico esercizio richiedente.

  • art. 20 regolamento comunale dehors

    consente, nel centro storico, l’individuazione di soluzioni per gli allestimenti dei dehors anche in deroga alle regole generali

    La deroga alle regole generali è subordinata all’elaborazione, in collaborazione con i Quartieri, di specifici progetti; tale condizione non risultava sussistente.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la valutazione della domanda cautelare, respinta per insufficienza del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • La regola regolamentare che impone la prospicienza del dehors rispetto al pubblico esercizio costituisce il criterio generale per il rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico.
  • La possibilità regolamentare di derogare, nel centro storico, alle regole generali sulla collocazione dei dehors non opera automaticamente, ma richiede il previo espletamento della procedura specificamente prevista, inclusa l’elaborazione di progetti in collaborazione con i Quartieri.
  • La collocazione di un dehors in deroga alla regola della prospicienza, quando interferisca con le vetrine o con l’immobile di terzi, presuppone la disponibilità del proprietario dell’immobile interessato, manifestata mediante apposito accordo.
  • In sede cautelare, la mancanza delle condizioni regolamentari per l’operatività della deroga e l’espressa opposizione del proprietario dell’immobile interferito escludono la sussistenza di un fumus boni iuris sufficiente a sospendere il diniego comunale.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPubblici esercizi e somministrazione
RamiDemanio e patrimonio pubblicoCommercio e attività produttive
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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