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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22507/2025 del 16/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per un reato in materia di stupefacenti, contestando: 1) la violazione di legge e il vizio di motivazione quanto all'affermazione della sua responsabilità penale, sostenendo in sostanza che la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito fosse errata e che il compendio probatorio dovesse essere letto in modo diverso; 2) la violazione di legge e il vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto che entrambe le censure sollecitassero una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità, e che la motivazione della corte territoriale sul diniego delle attenuanti fosse immune da vizi logici.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato, con riferimento al primo motivo, che il giudice di legittimità non può procedere a una nuova lettura degli elementi di fatto né sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito; il ricorrente si era limitato a proporre una lettura alternativa del materiale probatorio senza confrontarsi specificamente con l'iter argomentativo della sentenza impugnata. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto insindacabile in cassazione la motivazione con cui la corte di appello aveva negato le attenuanti generiche, perché congrua e priva di vizi logici. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 99, comma 1, 73, comma 1, 80, comma 2, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Il reato oggetto del giudizio è stato individuato come fattispecie in materia di stupefacenti, aggravata dalla recidiva e da una circostanza aggravante prevista dalla normativa speciale.

  • art. 606, lett. e), c.p.p.

    La Corte richiama i limiti del controllo di legittimità sul vizio di motivazione, ribadendo che non è consentita una rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche, se sorretto da motivazione logica e coerente con le emergenze processuali, non è censurabile in cassazione come vizio di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • legge 20 febbraio 2006, n. 46

    La Corte richiama la riforma del controllo di legittimità in tema di motivazione, precisando che essa non ha trasformato la Cassazione in un terzo giudice del fatto.

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    È richiamata a fondamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è preclusa ogni richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio, poiché la ricostruzione dei fatti e l'apprezzamento delle prove spettano al giudice di merito.
  • Il vizio di motivazione non può essere dedotto per ottenere una diversa lettura delle risultanze processuali; il ricorso deve confrontarsi specificamente con la struttura argomentativa della decisione impugnata.
  • La motivazione con cui il giudice di merito nega le attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando sia congrua, logica e coerente con gli elementi processuali.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta ex lege la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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