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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5023/2025 del 26/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Venturini aveva opposto un decreto ingiuntivo intimatogli per lavori edili, chiedendone la revoca e chiedendo in riconvenzionale l'accertamento della risoluzione stragiudiziale del contratto per inadempimento (diffida ad adempiere del 9 maggio 2007), la restituzione dell'acconto di euro 2.500 e, in subordine, la risoluzione giudiziale e il risarcimento del danno. In primo grado il Tribunale accolse l'opposizione e dichiarò risolto il contratto; la Corte d'appello, invece, ritenne provati i lavori e le giustificazioni dell'appaltatore e accolse il gravame di Nucifora, rigettando l'opposizione. In cassazione Venturini deduceva, tra l'altro, omessa e insufficiente motivazione, travisamento della prova per non avere la Corte d'appello considerato la diffida del 9/5/2007 e omessa pronuncia sulla domanda di risoluzione contrattuale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (insufficiente motivazione) ma ha accolto il secondo e il terzo motivo, ritenendo che la Corte d'appello avesse omesso di considerare la diffida ad adempiere del 9 maggio 2007, fatto decisivo per valutare l'imputabilità e la gravità dell'inadempimento al momento della scadenza della diffida. Per tali ragioni la sentenza della Corte d'appello n. 1541/2019 è stata cassata in relazione ai motivi accolti e la causa rinviata alla Corte d'appello di Catania, in diversa composizione, per una valutazione globale del comportamento delle parti e per decidere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c. (nn. 3, 4, 5)

    Parametro di sindacato in cassazione: n.3 e n.4 usati per contestare travisamento della prova e error in procedendo per omessa pronuncia; n.5 richiede il sindacato sull'omesso esame di fatti decisivi (omesso esame della diffida) che può determinare cassazione.

  • art. 132 c.p.c.

    Regole sulla decisione della Corte d'appello; richiamato nella censura relativa a contraddizioni o mancate pronunce su questioni dedotte.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato nella contestazione formale della sentenza di merito (riguardo ai requisiti di motivazione e completezza), in combinato con art.132 c.p.c.

  • art. 111 Cost.

    Limite costituzionale al sindacato della motivazione in Cassazione: va verificato il 'minimo costituzionale' della motivazione, che non può essere totalmente mancante o meramente apparente.

  • art. 1454 c.c.

    I principi sull'effetto della diffida ad adempiere e sulla determinazione del termine per l'adempimento: la diffida fissa un termine oltre il quale il contratto si considera risolto, e la valutazione sull'imputabilità dell'inadempimento va fatta alla scadenza di quel termine.

  • art. 2697 c.c.

    Regola sulla prova del fatto (onere della prova); evocata nei motivi come censura per presunta errata valutazione della prova del credito vantato dall'appaltatore.

  • art. 115 c.p.c.

    Poteri del giudice di merito nella valorizzazione della prova e della perizia di parte; la Corte d'appello aveva escluso valore alla consulenza tecnica di parte, censura poi assorbita dalla necessità di considerare la diffida.

  • artt. 166, 167 e 183 c.p.c.

    Norme processuali relative all'assunzione e produzione di prove e all'ammissione di documenti e dichiarazioni; richiamate nei motivi relativi alla valutazione di fatti allegati in sede di comparsa conclusionale (es. condizioni meteo).

  • d.l. n. 83/2012, art. 54 conv. in l. n. 134/2012

    Riforma dell'art. 360 c.p.c. che ha limitato il sindacato di Cassazione sulla motivazione (escludendo censure di mera insufficienza della motivazione), richiamata per delimitare il controllo di legittimità.

Massime di principio

  • La diffida ad adempiere (art. 1454 c.c.) è un fatto decisivo: il giudice deve valutare l'imputabilità e la gravità dell'inadempimento alla scadenza del termine fissato dalla diffida, non solo in relazione a fatti anteriori.
  • In presenza di deduzioni contrapposte su inadempimento, il giudice deve procedere a una valutazione globale e sinergica del comportamento di entrambe le parti, non ad apprezzamenti 'settoriali' su singole condotte.
  • L'omesso esame di un fatto decisivo, se emerge dal testo della sentenza, integra motivo di cassazione (art. 360 c.p.c., n.5): il giudice d'appello deve esplicitamente considerare e motivare sulla diffida e sulle sue conseguenze.
  • Il sindacato sulla motivazione in Cassazione è limitato: non si possono sollevare censure generiche di insufficienza della motivazione, salvo che manchi il 'minimo costituzionale' richiesto dall'art. 111 Cost. o vi siano contraddizioni insanabili.
  • Se si contesta la non valutazione o il disconoscimento di una consulenza tecnica di parte, è importante indicare come quella prova sia rilevante rispetto a fatti decisivi; comunque l'omesso esame di altri fatti decisivi può assorbire altre censure.
  • Chi formula opposizione a decreto ingiuntivo per inadempimento e contesta il credito deve documentare e portare all'attenzione del giudice tutta la documentazione rilevante (es. diffide, termini contrattuali, comunicazioni), poiché la loro omissione dalla decisione può determinare la riforma in cassazione.
  • In appello le dichiarazioni testimoniali vanno valutate con riferimento al contesto temporale rispetto alla diffida o ad atti interruttivi/risolutivi; prove che riguardano fatti anteriori non escludono automaticamente la rilevanza della diffida successiva.

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