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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19402/2026 del 28/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la condanna in appello per bancarotta fraudolenta documentale (gestione come amministratore unico della "New Opera soc. coop."): il ricorrente denunciava violazione del principio di corrispondenza tra accusa e sentenza (attribuzione di responsabilità come amministratore di fatto e riferimenti temporali non contestati), omissione della rinnovazione dell'esame dell'imputato in appello, errata qualificazione del fatto (sosteneva si trattasse di bancarotta semplice documentale e non fraudolenta), insufficiente prova del dolo e vizio della motivazione oltre il ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la riforma operata dalla Corte d'appello che aveva condannato il Goglio per bancarotta fraudolenta documentale (dolo generico), considerando corretta l'applicazione del principio di unità della documentazione contabile e l'obbligo dell'amministratore subentrante di verificare e ripristinare la contabilità. Ha escluso la violazione del principio di corrispondenza perché il nucleo essenziale dell'addebito era rimasto lo stesso e l'imputato ha potuto difendersi; ha ritenuto non obbligatoria l'assunzione dell'esame dell'imputato in appello poiché lo stesso non lo aveva chiesto e le risultanze rinnovate (esame del curatore e altri elementi) erano sufficienti a fondare la condanna, salvo il rispetto della "motivazione rafforzata" richiesto per il ribaltamento dell'assoluzione. Ha inoltre confermato che il dolo generico poteva essere desunto dalle modalità artificiose della tenuta contabile e che la fattispecie era correttamente qualificata come bancarotta fraudolenta documentale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • artt. 521 e 522 cod. proc. pen.

    Principio di corrispondenza tra accusa e sentenza: la Corte applica un criterio sostanziale, ritenendo non violato il principio quando l'imputato abbia avuto concrete possibilità di difesa sull'oggetto dell'addebito e il mutamento non abbia alterato il nucleo essenziale del fatto.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di motivazione per il ricorso in Cassazione: il ricorrente ha formulato i motivi nei limiti prescritti dall'articolo.

  • art. 603, comma 3-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria in appello quando l'assoluzione è impugnata dal PM e la riforma poggia su diversa valutazione di prove dichiarative: l'obbligo riguarda le prove dichiarative specificamente individuate come erroneamente valutate e ritenute decisive; nel caso concreto la Corte d'appello ha rinnovato l'esame del curatore ma non quello dell'imputato poiché non ritenuto necessario e non richiesto dall'imputato.

  • art. 216, comma 1, n. 2 legge fallimentare

    Disciplina la bancarotta fraudolenta documentale; contempla forme alternative (sottrazione/distruzione dei libri con dolo specifico e tenuta della contabilità in modo da impedire la ricostruzione con dolo generico). La Corte ha ritenuto integrata la fattispecie nella forma del dolo generico.

  • art. 217 legge fallimentare

    Riguarda la bancarotta semplice (documentale) ed è criterio di confronto: la Corte ha motivato la ricostruzione del dolo generico per escludere la qualificazione come semplice disordine contabile e ritenere la condotta fraudolenta.

  • Sezioni Unite, "Carelli" (Sez. U. n. 36551/2010)

    Giurisprudenza richiamata sul principio di corrispondenza; la Cassazione applica il principio secondo cui non costituisce violazione la diversa qualificazione soggettiva (es. amministratore di fatto vs di diritto) se il contenuto essenziale dell'addebito rimane invariato e l'imputato ha potuto difendersi.

  • Sezioni Unite (orientamenti su rinnovazione istruttoria e diritto alla prova CEDU)

    Richiamati i precedenti (es. Dasgupta, Patalano, Pavan) che affermano l'obbligo di rinnovare l'assunzione della prova dichiarativa in appello quando la riforma assoluzione->condanna si fonda su diversa valutazione di testimonianze, con limiti legati alla specificità delle dichiarazioni indicate nell'impugnazione.

Massime di principio

  • La modifica della qualifica soggettiva (amministratore di diritto vs di fatto) non determina automaticamente violazione del principio di corrispondenza se il nucleo essenziale del fatto contestato rimane lo stesso e l'imputato ha potuto difendersi.
  • L'amministratore subentrante ha l'obbligo di verificare, integrare o ricostruire la documentazione contabile ricevuta; la sua inazione può integrare responsabilità per bancarotta documentale anche se le irregolarità sono originate da gestioni precedenti.
  • La bancarotta documentale per tenuta irregolare si distingue dalla bancarotta semplice sul piano dell'elemento psicologico: il dolo generico può essere desunto da artifici contabili sistematici e dalla finalità di impedire la ricostruzione del patrimonio o del volume d'affari.
  • In caso di riforma in appello di un'assoluzione fondata su rivalutazione di prove dichiarative, l'appello del PM può richiedere la rinnovazione dell'istruttoria; tuttavia l'obbligo di rinnovazione riguarda le prove specificamente indicate come erroneamente valutate e non si estende automaticamente a tutte le prove.
  • L'omissione di disporre l'esame dell'imputato in appello non è automaticamente causa di nullità se l'imputato non lo richiede e le residue risultanze sono ritenute sufficienti a sostenere la decisione, purché la Corte dia adeguata motivazione rafforzata per il ribaltamento dell'assoluzione.
  • La valutazione del dolo nel reato di bancarotta documentale si fonda sulla valutazione complessiva delle modalità contabili (fatture generiche, giroconti, registrazioni simulate) e può essere ricostruita con metodo logico-inferenziale a partire dagli elementi probatori raccolti.

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