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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38000/2023 del 18/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il difensore di Onwu ha impugnato la sentenza di applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.), denunciando violazione di legge e carenza di motivazione in relazione all'applicazione della confisca facoltativa prevista dall'art. 240 c.p. e richiamando anche l'art. 445 c.p.p.: in sostanza si censura la generica indicazione "pertinente al reato" come unica motivazione per la confisca di beni diversi dalla sostanza stupefacente, senza specificare il nesso oggettivo e strumentale tra quei beni e il reato commesso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che il Tribunale non ha fornito alcuna motivazione concreta circa il nesso di asservimento tra i beni (diversi dallo stupefacente) e il reato, limitandosi a richiamare la confisca facoltativa con la formula generica "pertinente al reato". Per tali ragioni la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla parte che disponeva la confisca "di tutti gli altri beni in sequestro" e ha disposto il rinvio al Tribunale di Busto Arsizio per un nuovo esame della questione, affidato ad altro magistrato.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1

    Individua il reato contestato (illecita produzione/distribuzione di stupefacenti) per il quale l'imputato è stato condannato con applicazione della pena su richiesta.

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina la confisca: prevede la confisca obbligatoria per il corpo del reato e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato o che ne costituiscono il profitto. La confisca facoltativa è legittima solo se sussiste un nesso oggettivo e strumentale tra bene e reato (non mera occasionalità) o se la disponibilità del bene può incentivare la reiterazione criminosa.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Regola la procedura della sentenza di applicazione della pena su richiesta (cd. patteggiamento), tipologia di procedimento con effetti e limiti specifici rispetto alla motivazione e alle misure accessorie.

  • art. 445 cod. proc. pen.

    Prevede i contenuti e la motivazione della sentenza di applicazione della pena su richiesta; la censura ha riguardato la carenza motivazionale circa l'accessoria confisca disposta.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro del corpo del reato: il sequestro del corpo del reato è obbligatorio e distinto dal sequestro facoltativo delle cose pertinenti; la pronuncia distingue la confisca obbligatoria (corpo del reato) dalla confisca facoltativa (cose pertinenti).

Massime di principio

  • La confisca facoltativa ex art. 240 c.p. richiede una motivazione specifica che dimostri il nesso di asservimento o la concreta probabilità che la disponibilità del bene favorisca la reiterazione del reato; la formula generica "pertinente al reato" non è sufficiente.
  • Il giudice di merito deve esplicitare le ragioni che giustificano la confisca di beni diversi dal corpo del reato: occorre indicare come e perché quei beni sono strumentali o profitto del reato o possono incentivare ulteriori condotte illecite.
  • La mancanza di motivazione sul punto rende la misura impugnabile in Cassazione e può determinare l'annullamento limitato della decisione con rinvio per nuovo esame.
  • La confisca del corpo del reato (sostanza stupefacente) ha natura obbligatoria e non è assoggettata alle stesse esigenze motivazionali della confisca facoltativa; per i beni pertinenti invece il giudice ha onere motivazionale più stringente.
  • In fase difensiva è opportuno contestare espressamente ogni motivazione generica sulla pertinenza e produrre elementi (titolarità, provenienza lecita, uso non strumentale, assenza di collegamento economico) per impedire o limitare la confisca.
  • Se la confisca viene annullata con rinvio, il nuovo giudice può confermare la confisca purché rilasci una motivazione adeguata e puntuale sul nesso tra bene e reato.

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