Cassazione Penale, Sentenza n. 1373/2022 del 14/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza di appello con tre motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge per carenza dell'elemento soggettivo, sostenendo di essere incorso in errore circa la falsità dei certificati (art. 47 c.p.) e che la falsità sarebbe stata rilevabile solo 'ictu oculi' con conseguente applicazione dell'art. 49, comma 2; 2) errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis c.p.), per non avere la Corte valutato adeguatamente modalità della condotta, esiguità del pericolo e mancanza di abitualità; 3) mancata valorizzazione degli elementi a favore del ricorrente per la concessione delle attenuanti generiche (art. 62‑bis c.p.) e conseguente vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo, condividendo la valutazione di merito che trovava credibile la ricostruzione della Corte territoriale (certificati fotocopia scannerizzati con alterazione dei numeri identificativi e avviso della curatela che i libretti non erano stati rinvenuti). Tuttavia la Corte ha accolto il secondo motivo (e ha assorbito il terzo), riconoscendo che il diniego della causa di non punibilità ex art. 131‑bis non era sufficientemente motivato alla luce dei criteri applicativi; malgrado ciò, il giudice di legittimità ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato risultava estinto per prescrizione maturata il 21/03/2019 (richiamo alla disciplina dell'art. 129 c.p.p. e al termine prescrizionale di sette anni e sei mesi decorrenti dal 21/09/2012). Decisione pronunciata il 05/11/2021.
Norme richiamate
art. 110 c.p.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; utilizzato per descrivere la posizione processuale ma senza particolare contestazione interpretativa nella sentenza.
art. 489 c.p.
Norma che punisce l'uso di atto falso; la Corte ha ritenuto provata la responsabilità del ricorrente in relazione all'uso di certificati contraffatti.
art. 47 c.p.
Richiamato dal ricorrente quale norma sull'errore circa la qualità essenziale del fatto (buona fede sull'autenticità), ma la Corte ha ritenuto che dai fatti emergesse l'inverosimiglianza della versione di buona fede.
art. 49, comma 2 c.p.
Citato dal ricorrente in connessione all'errore scusabile; la Corte territoriale aveva ritenuto i falsi immediatamente individuabili ma non ha ritenuto sussistere l'errore scusabile nel caso concreto.
art. 131‑bis c.p.
Norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Cassazione ha ritenuto corretta l'osservazione che l'esclusione della punibilità doveva essere valutata più approfonditamente (valutando episodicità, esiguità del danno e assenza di abitualità) e ha accolto il motivo relativo al diniego non adeguatamente motivato.
art. 62‑bis c.p.
Norma sulle attenuanti generiche; il ricorrente lamentava mancata valorizzazione degli elementi favorevoli, ma la Corte ha ritenuto tale censura assorbita dalla valutazione sulla tenuità e dalla decisione sul punto di prescrizione.
art. 129 c.p.p.
Regola l'obbligo di declaratoria immediata dell'estinzione del reato per prescrizione; la Corte ha applicato l'articolo per annullare senza rinvio la sentenza impugnata perché la prescrizione era intervenuta, richiamando il criterio che l'obbligo di declaratoria presuppone il riscontro di circostanze di proscioglimento in modo evidente quando si procede per acquisire una causa di non punibilità.
art. 606 c.p.p. (comma 1, lett. b) ed e))
Norme processuali che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); citate nella ricostruzione dei motivi dedotti dal ricorrente e nella valutazione di ammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Quando l'imputato invoca l'errore sull'autenticità di un documento (art. 47 c.p.), il giudice valuta sia la credibilità soggettiva che l'oggettiva riconoscibilità della falsità: la mera dichiarazione di buona fede non è sufficiente se gli elementi processuali rendono la versione implausibile.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis) può essere applicata anche a più condotte connesse, purché la fattispecie complessiva risulti episodica, il danno o il pericolo minimo e non emergano indici di abitualità; il diniego deve essere motivato rispetto a questi criteri.
- La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione (art. 129 c.p.p.) può determinare l'annullamento senza rinvio anche se permangono questioni di responsabilità, purché il termine prescrizionale sia maturato: tuttavia l'obbligo di dichiararla immediata presuppone un esame rigoroso delle circostanze e, quando si tratti di escludere il fatto o la sua rilevanza penale, la loro manifesta evidenza negli atti.
- Le censure sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche richiedono che il giudice di merito abbia compiuto un'effettiva e motivata valutazione degli elementi favorevoli; tali censure possono essere assorbite se una diversa causa (es. prescrizione o applicabilità di art. 131‑bis) risolve il giudizio.
- In appello e in cassazione la valutazione della prova documentale falsificata si basa anche sull'analisi della consistenza materiale dei documenti (es. incongruenze nei numeri identificativi) e sulle comunicazioni precedenti (es. avvisi della curatela sulla mancanza dei libretti), che incidono sulla possibilità di sostenere l'ignoranza della falsità.
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