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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 118/2023 del 05/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la misura della custodia domiciliare per il reato di omicidio stradale aggravato dallo stato di alterazione da oppiacei e metadone. La difesa ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione nella scelta e nel mantenimento della misura, sostenendo la violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza; ha evidenziato l'assenza di precedenti penali, il comportamento collaborativo dell'indagato, il ritiro della patente e la frattura dell'anca come elementi che avrebbero dovuto attenuare o escludere la misura.

La decisione

La Corte ha accolto parzialmente il ricorso. Pur ritenendo non contestata la gravità indiziaria e condividendo la possibilità di desumere pericolosità anche da comportamenti concreti, la Corte ha censurato l'ordinanza impugnata per essere silente sulla motivazione relativa alla scelta del tipo di misura e per non aver adeguatamente valutato i criteri di proporzionalità e adeguatezza previsti dall'art. 275 c.p.p.. L'ordinanza è stata annullata limitatamente al criterio di scelta della misura e la causa è stata rinviata al Tribunale di Potenza per nuovo esame sul punto, alla luce dei principi indicati dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Il richiamo costituisce la base procedurale per l'adozione da parte del Tribunale dell'ordinanza di conferma di misura cautelare già disposta dal GIP.

  • art. 274, lett. c) cod. proc. pen.

    Prevede il pericolo di reiterazione dei reati quale titolo per l'applicazione di misure cautelari; la giurisprudenza ammette che la valutazione della personalità e della pericolosità possa fondarsi sia su precedenti penali sia su comportamenti concreti dell'indagato.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Stabilisce i criteri di scelta della misura cautelare (proporzionalità, adeguatezza e minor compressione possibile della libertà personale) e impone una motivazione specifica e la verifica della perdurante idoneità della misura nel tempo.

Massime di principio

  • La valutazione del pericolo di reiterazione non si limita ai precedenti penali: comportamenti concreti possono giustificare la misura cautelare anche in presenza di incensuratezza.
  • La sussistenza del pericolo di reiterazione va valutata sulla base dell'attualità e della vicinanza temporale degli elementi che indicano una continuità del rischio, non necessariamente sull'imminenza di un nuovo reato.
  • La scelta del tipo di misura deve essere motivata specificamente secondo i criteri di proporzionalità e adeguatezza (art. 275 c.p.p.); la semplice affermazione del pericolo di recidiva senza argomentare il rapporto tra esigenze cautelari e tipologia della misura può determinare l'annullamento e il rinvio.
  • Fattori attenuanti come il ritiro della patente o lesioni personali (es. frattura) sono rilevanti ma non necessariamente determinanti: vanno valutati nel bilanciamento complessivo con l'intensità del pericolo desumibile dalle condotte.
  • In casi analoghi il giudice deve esplicitare quale tipo di recidiva si intende prevenire e valutare se esistono misure meno afflittive idonee a soddisfare le esigenze cautelari, garantendo la ponderazione tra tutela della libertà personale e prevenzione del rischio.

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