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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51171/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza per la decisione sull'istanza di sospensione dell'ordine di esecuzione presentata da Giuseppe Cannale: il Tribunale di Matera (giudice dell'esecuzione adito) aveva trasmesso gli atti al Tribunale di Bari ritenendolo competente perché aveva emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile; il Tribunale di Bari, a sua volta, si è dichiarato incompetente sostenendo che la sentenza di Bari divenuta irrevocabile fosse un proscioglimento ai sensi dell'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto) e che tale provvedimento, pur iscritto nel casellario, non possa essere equiparato a una condanna ai fini della determinazione del giudice dell'esecuzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e, richiamando la giurisprudenza consolidata, ha disposto che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima decisione irrevocabile solo se tale decisione produce "effetti esecutivi" o contiene statuizioni "geneticamente idonee" a coinvolgere il giudice dell'esecuzione. Ha escluso che la sentenza di proscioglimento per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. rilevi ai fini dell'art. 665, comma 4, c.p.p., nonostante la sua iscrizione nel casellario giudiziale, perché non contiene statuizioni idonee a determinare questioni esecutive. Di conseguenza la Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Matera (che risultava aver emesso l'ultima sentenza irrevocabile), disponendo la trasmissione degli atti a quel giudice.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    Rileva non solo la sentenza di condanna ma qualsiasi provvedimento suscettibile di determinare un incidente d'esecuzione; per la determinazione del giudice competente si tiene conto delle decisioni che abbiano effetti esecutivi o contengano statuizioni idonee a investire il giudice dell'esecuzione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto, benché prevista per l'iscrizione nel casellario giudiziale, non assume rilevanza in executivis ai fini della determinazione della competenza ex art. 665 c.p.p. se non contiene statuizioni con effetti esecutivi.

  • d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, art. 3

    Prevede l'inserimento nel casellario giudiziale di talune misure di sicurezza (es. confisca); le pronunce che applicano misure di sicurezza iscritte nel casellario possono avere rilevanza per la competenza del giudice dell'esecuzione.

  • d.P.R. 14 novembre 2002, n. 312, art. 3, comma 1, lett. f) (come modificato dal d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28)

    Prevede l'iscrizione nel casellario giudiziale di talune sentenze, compreso il proscioglimento ex art. 131-bis; la Corte però ha chiarito che la sola iscrizione non basta a conferire rilevanza esecutiva ai fini della competenza.

  • art. 651-bis cod. proc. pen.

    La pronuncia ex art. 131-bis produce effetti di giudicato limitati (soprattutto nei giudizi civili o amministrativi per restituzioni/risarcimenti); per questo motivo tali sentenze, in linea generale, non generano questioni esecutive rilevanti ai fini della competenza ex art. 665 c.p.p.

  • artt. 537, 669, 673, 675 cod. proc. pen.

    Esempi di norme che disciplinano pronunce in fase esecutiva: alcune sentenze di proscioglimento possono dar luogo a pronunce esecutive (es. misure di restituzione, confisca, dichiarazione di falsità) che rendono rilevante la decisione ai fini della competenza; se tali effetti mancano, la rilevanza è esclusa.

Massime di principio

  • Ai fini della competenza per l'esecuzione (art. 665 c.p.p.) conta l'ultima decisione irrevocabile solo se essa ha effetti esecutivi o contiene statuizioni 'geneticamente idonee' a far sorgere questioni esecutive.
  • La mera iscrizione di una sentenza nel casellario giudiziale non equivale automaticamente a una sentenza di condanna ai fini della determinazione del giudice dell'esecuzione.
  • I proscioglimenti che applicano misure di sicurezza o statuizioni operative (es. confisca, restituzione, dichiarazione di falsità) possono determinare la competenza del giudice che li ha pronunciati; i proscioglimenti per particolare tenuità ex art. 131-bis, invece, in genere non lo fanno.
  • In caso di rifiuto contemporaneo dei giudici a provvedere sulla questione (stasi procedimentale), la Corte suprema di Cassazione è competente a risolvere il conflitto di competenza.
  • Nella pratica, per stabilire il giudice competente valutare: a) quale decisione è l'ultima divenuta irrevocabile; b) se quella decisione abbia effetti esecutivi o contenga statuizioni idonee a coinvolgere il giudice dell'esecuzione; in assenza di tali effetti, deve cercarsi la decisione precedente che sia effettivamente rilevante in executivis.

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